Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 16 gennaio 2015

A MALI ESTREMI, RIMEDI ESTREMI Ai mali endemici e storici che affliggevano l’Italia fin dalla sua unità ( vedi la discrasia fra potere e popolo ovvero la questione italiana , vedi la endemica corruzione ) e che mai sono stati eliminati o curati , si sono aggiunti , nell’età repubblicana, due asteroidi di dimensioni bibliche fatti precipitare proprio sull’Italia per seppellirne la popolazione in maniera, appunto, tombale. La “discrasia” o “ frattura” fra “Paese legale” , il potere politico pro tempore ed il popolo, ovvero il “paese reale”, è la logica conseguenza di un potere politico nato come nemico e arrivato come colonizzatore, cioè manu miliari, un potere politico che ha dovuto “imporsi” ad un popolo recalcitrante – assoldando insieme ai Mille anche mafia e camorra - con mano necessariamente autoritaria. La corruzione, quella pubblica , coeva come genesi con la discrasia, ne è la logica e naturale deriva, una pletora di leggi per domare e ridurre gli impulsi rivoltosi e rivoluzionari del paese reale ed il fatale favoritismo verso i potentati servili ed utili al potere stesso. Poi crollati i partiti della monarchia post unitaria, crollato anche il delirio del “partito unico” del periodo fascista, ecco subentrare un altro delirio : il pluripartitismo dell’era Repubblicana . Un pluripartitismo che, terrorizzato dalla violenta e minacciosa presenza del Pci – l’unico partito guidato da un personaggio che aveva avuto una pluriennale esperienza in materia di governo di un paese per aver fatto parte, Togliatti, per decenni del governo di Stalin –, intimidito dalla sua minacciosa forza oppressiva che le truppe titine esercitavano sui confini orientali italiani, per arginarne gli impulsi dominatori anzi ché condurre il Paese verso una democratica “ riduzione” della frattura fra paese istituzionale e popolo, invece di agevolare una maggiore sovranità al popolo italiano, decise di rabbonirlo allettandolo con una “Costituzione – Sirena” , invitante all’apparenza ma esiziale negli esiti , che in realtà era una ferrea gabbia nella quale imprigionare la prevedibile rabbia popolare. Così quella Costituzione – tranello, concordata che fu o imposta che sia stata ( visti i tempi che erano , visto l’intervento fondamentale della mafia statunitense e siciliana anche nello sbarco alleato, visto il Trattato di Parigi e l’impunità concessa ai mafiosi ed ai delinquenti ed agli assassini, visti alcuni Presidenti della Repubblica che si misero a dispensare grazie presidenziali ad assassini, delinquenti, ecc. se questa era l’aria che tirava , parlare di “ compromesso” per la “costituzione- sirena” appare da cretinetti ) è servita a conferire ogni potere e la vera sovranità politica ai partiti politici. I quali , presi dal delirio di onnipotenza, ne hanno approfittato. La corruzione pubblica, dapprima sviluppata nelle scartoffie della pubblica amministrazione, fu gestita come potere dei partiti politici e da qui essa ha tracimato infestando tutta la sfera politica ed istituzionale, Fino ad arrivare al totale e delittuoso fallimento del sistema dei partiti: la fine della Prima Repubblica ed anche la fine della Seconda Repubblica sono state provocate da azioni giudiziarie ed entrambe per motivi di corruzione. La prima Repubblica giudiziariamente crollata negli anni 92/94 con l’esecuzione sommaria di taluni partiti politici e la seconda repubblica crollata nel novembre del 2011 allorquando Berlusconi si è piegato al ricatto dei potentati italiani guidati, dal dopo Maastricht, da una cupola finanziaria bancaria internazionale. Uscire da questo sarcofago nel quale siamo stati cacciati è semplicemente impossibile: discrasia, corruzione, fallimento dei partiti e Costituzione da penitenziario del popolo, sono quattro macigni che nessun partito politico, anche se lo volesse, potrebbe spostare con le sue forze. Tanto è vero che , come la storia dimostra, chiunque fosse il Primo Ministro ( Prodi, Amato, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi ) la politica segue solo un indirizzo distruttivo della produzione nazionale di ricchezza e un crescente e soffocante schiavismo fiscale. Si deve cambiare la Costituzione carcere, farla diventare quello che avrebbe dovuto essere e cioè una serie di norme che tutelino e difendano il popolo dall’oppressione del potere e non , quale è essa ora, lo strumento per ingannarlo e ridurlo in uno stato di sudditanza , occorre avere la necessaria energia e coraggio per sbattere all’aria il tavolo e dobbiamo farlo ora, domani, non appena il potere dei partiti boia ci lascia uscire dalla gabbia di contenzione per condurci a firmargli l’ennesima cambiale in bianco: cioè nessuno deve votare . E chiedere anche noi di avere finalmente la nostra dignità democratica di popolo sovrano. E strappar loro ,anche con la forza, anche con la violenza – a la guerra comme a la guerre – la refurtiva che custodiscono nel Palazzo , cioè la nostra sovranità politica. Perché non dimenticate che senza il nostro voto nessuno vincerà alcuna elezione/farsa. E qualcuno finalmente penserà di interpellarci con la via referendaria per sapere come vogliamo essere governati, da chi, da chi farci rappresentare come Presidente, etc. Vogliamo vivere anche noi, anche se con un ritardo di ben 57 anni, il ’58 francese.