Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 25 gennaio 2015

LA CORRUZIONE E’ IL PRODOTTO DI UN REGIME MEDIOEVALE Ieri il Prof Domenico Marino pubblicava su “Il Garantista” un suo interessante intervento nel quale si occupava di “ corruzione” con piglio decisamente innovativo del quale mi congratulo vivamente. Vero che da un lato il Prof. Marino afferma che “ la corruzione diventa vantaggiosa dal punto di vista economico quando la probabilità di essere scoperti è bassa”, ma occorre essergli assolutamente riconoscenti sul piano intellettuale quando dimostra di avere negletto posizioni inutilmente autoritarie e censorie quali gli aumenti di pene che mai hanno scoraggiato la corruzione. Il Prof. Marino si spinge fino a ritenere accettabile e conveniente la depenalizzazione della corruzione proponendo scelte giudiziarie e civili assolutamente innovative, quali l’ “ atimia” e l’ “ostracismo” quali possibili pene non carcerarie per la corruzione, consistenti, la prima, nel sanzionare una perdita dei diritti civili e politici per il colpevole e la seconda un suo esilio obbligatorio dal campo professionale. Mentre sono grato al Prof. Marino per i suoi coraggiosi ed innovativi sforzi intellettuali non posso che suggerire, con ogni modestia possibile , di dedicare una maggiore attenzione civile nei confronti della corruzione che rappresenta, come lo stesso Prof. Marino ammette, una sorta di” male necessario” da larghissima parte del popolo italiano. Separando il grano dal loglio e cioè il fenomeno corruttivo dal sistema sanzionatorio non si può non criticare l’affermazione del Prof. Marino che la corruzione diventi “ vantaggiosa da un punto di vista economico quando ( con quel che segue) “perché essa contiene in se ipsa un ossimoro. Ed occorre alla fine ammettere l’unica evidenza: che la corruzione nasce proprio da una scelta economica non certo da quella giudiziaria o legislativa. Dunque più elevato è lo schiavismo fiscale imposto da uno Stato, tanto maggiore è il fenomeno corruttivo. Superfluo elencare esempi. Inammissibile ignorarli. Non è un caso che più lo Stato sia autoritario, più eriga un muro di leggi e leggine burocratiche per imporsi ad un popolo giustamente recalcitrante davanti al suo irrefrenabile ed esoso dominio che erode, in tutto o in parte , le basilari libertà civili ed economiche al fine di “ controllare e nazionalizzare” produzione e redditi per costruire una surrettizia società di “esseri” schiavi di un ugualitarismo da robot, tanto più sgorga spontanea e legittimamente violenta ed assolutamente meritevole di encomio l’insurrezione, la rivolta contro qualsiasi forma di schiavismo ( quando si dice che un italiano lavora 185 solo per dare allo Stato quando lo Stato pretende dal suo lavoro si delinea una forma di lavoro forzato o di schiavismo temporaneo , assolutamente inammissibili in ogni forma di civile convivenza) contro le quali è puramente illusorio assumere posizioni di stampo fascista e leninista.