Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 26 gennaio 2015

GLI IPOCRITI DAI FALSI INFINGIMENTI Che il «Patto del Nazareno» possa essere considerato più che la nascita del “ partito della borghesia” quanto meno un suo “preliminare” è la scontata verità. Identicamente considero trita rimasticatura leninista e stalinista il considerarlo un patto delinquenziale o irriderlo e criminalizzarlo, disquisendo su firmatari “ delinquenti definitivi e abituali”. Scomunica per altro proveniente da seguaci di un pluriassassino. Figurarsi da che ridicolo pulpito cazzeggiano! L’ottocento e buona parte del Novecento sono stati i secoli ideologici della giusta insurrezione della “classe operaia” d’antan, la cui condivisibile ed auspicabile scalata sociale, causa la cecità della sinistra comunista, è stata però costruita solo dissanguando il ceto medio e, grazie ad una costituzione / capestro , reintroducendo surrettiziamente, lo sfruttamento dell’uomo ( di sinistra) sull’uomo (del ceto medio). Occupazione strategica di ogni ganglo vitale delle istituzioni; uso politico della magistratura; dominio militare di un territorio schiavizzato dall’istituzionalizzazione della pratica corruttiva del voto di scambio; irruzione “ da affamati magliari “ nel salotto dei potentati finanziari europei per svender loro ogni residuo di sovranità popolare pur di ricavarne consistenti ed appaganti fette del medesimo potere finanziario e bancario; sfruttamento sistematico dell’immigrazione per soddisfare la collusa malavita mafiosa e camorristica che per le concessioni garantitegli, satolla e soddisfatta , non ammazza più nessuno; ferrea difesa di una “costituzione / ghigliottina” grazie alla quale ha relegato il popolo ( illuso sovrano ma nei fatti condannato alla sudditanza ) nel sottoscala delle ramazze. Operazioni, queste, non certo di sviluppo civile e democratico di un Pese ma di pura strategia tipicamente stalinista consistente nell’occupazione progressiva della vecchia società per infettarla, intimidirla, ricattarla ed infine ridurla , piegata e vinta , ai propri interessi . Se nel lontano 1975 era lecito ad un P.P. Pasolini seminare vagonate di veleno sociale con le sue ineffabili millanterie tipo “ Io so”, la mia richiesta di trascinare questa sinistra davanti ad un altra Norimberga dove venga punita come merita per una serie infinita di reati ( disprezzo del popolo italiano, truffa della ignoranza popolare, induzione alla schiavitù civile e fiscale, rapina delle libertà economiche e civili, corruzione aggravata e continuata con la quale ha gestito il potere nelle Regioni, Comuni, Province, ecc) è una pratica da cicisbeo settecentesco. Fatale che esautorare , emarginare politicamente , corrompere , dissanguare economicamente e criminalizzare surrettiziamente il ceto medio ( inutile prolungarsi su un argomento ben noto ) avrebbe condotto ad una nuova lotta di classe, nella quale ormai la classe negletta non è più la vecchia “classe operaia” ma il vecchio “ceto medio” che , ridotto ormai allo stremo ( dal clientelismo partitico ,dall’ euro, dall’ uso politico della giustizia, ecc) si ribelli al potere. E siccome a brigante, brigante e mezzo sarebbe giustificato anche il ricorso ad una identica ed opposta violenza, pane per focaccia o dente per dente. Solo grazie a Silvio Berlusconi, piaccia o meno, tutto questo non è accaduto “ancora” in Italia . E solo per questo Berlusconi merita di essere considerato un grandissimo uomo di Stato, il primo comunque che, dal 1989 ad oggi, non abbia incitato il suo ceto medio alle armi (mentre lo fece Occhetto nel 1994, con la sua – non a caso definita- “ gioiosa macchina da guerra”; lo fece Bossi, nel 1995, con la sua “ secessione armata”; lo rifece la sinistra comunista alla Prodi usando la farsesca Ariosto per abbattere, con armi non politiche il temuto ritorno di Berlusconi nel ’96; lo fece ancora la sinistra comunista con l’arma di un ridicolo forcaiolismo pretesco e clericale nel 2001/2006; lo ha rifatto ancora la sinistra comunista nel 2011 assecondando un agguato dei potentati bancari e finanziari europei contro l’unico leader europeo che aveva già intuito le pretese egemoniche dell’Europa monetaria “ francogermanocentrica” e che vi si opponesse stigmatizzando, voce unica in Europa, il ruolo da boia della Bce; ecc.)., mentre ancora oggi, nel 2015, la sinistra politica non trova niente di meglio che combatterlo pregiudizialmente e non certo politicamente, ma ancora una volta usando il mitra: non più quello delle Brigate Rosse, ma con quelli, ancora più incivili, di Magistrati al servizio cieco del suo potere intimidatorio. Ma quel vecchio “ ceto medio” non è “una massa” come quella di sinistra, è una metà del popolo italiano che ha una sua struttura cognitiva che le ha permesso di conservare le sue caratteristiche di analisi e di sintesi e le sue capacità intellettuali di interpretare gli avvenimenti politico – sociali secondo una propria elaborazione personale, senza affidarsi esclusivamente a quelle di prezzolati guru capi popolo alla Scalfari. Assistiamo e non da oggi dunque ad un altro fallimento colossale della sinistra politica, perché , non ostante la guerra dei venti anni, Berlusconi è vivo e vegeto, sopravvissuto alla «fucilazione» che avrebbe dovuto eliminarlo mentre i suoi killer ( da Civati e Bersani in poi ) schiumano solo rabbia e frustrazione. Profondamente staliniani nell’animo costoro ripetono gli stessi errori del passato ed anziché elaborare e presentare un progetto politico , si limitano alla solita ed ormai ridicola pratica della criminalizzazione di un accordo – quello del Nazareno , appunto – come fosse una tresca delinquenziale . Mentre invece quella è solo la voce del vecchio ceto medio che ritrova, attraverso il solo Berlusconi quella voce in capitolo che una abbondante metà del popolo italiano merita . Berlusconi ha da sempre dimostrato la sua perplessità verso questa Europa della moneta unica, che la sinistra comunista ha invece – disattendendo che nel 1957 la stessa sinistra comunista votò addirittura contro il Trattato di Roma – sempre sostenuto: voglio solo ricordare il ruolo di Prodi in tutto questo ed il sostegno al Prof. Prodi targato post comunisti. Berlusconi inoltre ha dimostrato di saper gestire in modo democratico quel ceto medio , che ritiene però imprescindibile liberare il Paese dai veti ricattatori di una minoranza di estremisti parolai alla Civati per sciogliere finalmente il paese dalle bende mummificanti nelle quali è stato ristretto dal 1948 da una costituzione infame. Questa non è una condivisione di questo partito nascente, perché quello è tutto un altro discorso, che non dipende affatto da questo eventuale nuovo partito, ma dalla risposta che la società italiana fornirà.