Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 29 gennaio 2015

DALLA LIRA ALL’EURO. BIGNAMI STORICO. DEDICATO A CHI SVANVERA SUL DEBITO PUBBLICO E VENERA L’EURO Fu Beniamino Andreatta- Dc dossettiana, di sinistra insomma – a sancire la separazione della Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro nel 1981. Il Prof. Federico Caffè insegnava a Roma, io mi ero laureato, con lui. Ne seguivo l’opera . Specialmente quando giunse al Ministero del Tesoro, dove già verso il 1978/1979 iniziarono ad arrivare funzionari del Fondo Monetario. Per farla breve, l’ufficio studi del Prof, Caffè elaborò uno studio su quello che sarebbe successo col famoso divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia, che è l’architrave di tutto quello che stiamo vivendo oggi, perché lo Stato in condizioni normali non chiede moneta, ma in qualche modo si basa sui vincoli di portafoglio alle banche, che debbono assorbire i suoi titoli a bassissimi tassi di interesse: che è un po’ la stessa cosa che emettere moneta, non c’è una grande differenza. Ma in seguito al divorzio, fra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia i titoli del debito pubblico furono messi all’asta , direttamente al mercato. Che poi non era il mercato, ma erano quelle 4, 5, 6 banche di interesse nazionale ( le famose BIN), in via di essere privatizzate, che ovviamente utilizzarono un metodo ancora più drastico di quello successivo per far crescere in modo esorbitante i tassi di interesse: lo Stato chiedeva per esempio 5.000 miliardi di lire (allora c’erano le lire, ve le ricordate?), le banche comperavano 4.500 miliardi di titoli al tasso di quel giorno, e per far assorbire gli ultimi 500 facevano schizzare il tasso d’interesse fino ad arrivare a livelli insopportabili. Dolcetto o scherzetto? Era dunque assolutamente prevedibile che nel giro di sei-sette anni il debito pubblico sarebbe raddoppiato e avrebbe superato il PIL; e che sarebbe schizzata la disoccupazione giovanile oltre il 50%, nel giro sempre dello stesso periodo, perché questi alti tassi di interesse avrebbero accorciato l’orizzonte degli investimenti delle imprese, e quindi queste non avrebbero fatto assunzioni eccetera eccetera. Dopo il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, i titoli del debito pubblico sono stati offerti direttamente al mercato per finanziare la spesa pubblica, spesa per i disoccupati, spesa per le pensioni di invalidità per rompere il cartello dei disoccupati, finanziati come se fossero investimenti buoni, addirittura al venti per cento: questo ha fatto esplodere il nostro debito pubblico. Poi , morto Moro, vi fu una “trattativa, negli anni ’80, fra la Democrazia Cristiana ed il Pci, per vedere se fosse stato possibile concordare una linea di politica economica e monetaria diversa da quella della cosiddetta ‘sinistra politica’, visto che , per esempio, la ‘sinistra sociale’ della Dc , quella che faceva capo a Donat Cattin, era contraria al divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia . C’era quell’elaborato del Prof. Caffè , che metteva già in evidenza che c’erano in giro pensioni di invalidità superiori a qualunque logica. A quelle osservazioni venne data dalla Dc e dal Pci una comune risposta agghiacciante: “ noi dobbiamo combattere il terrorismo: qui, se non rompiamo il cartello dei disoccupati nel Mezzogiorno, c’è un’alleanza possibile fra le Brigate Rosse, che al Nord hanno un certo seguito, e i disoccupati del Sud, e succede un disastro”. ( da “Intervento di C. Galloni ad un Congresso nel 2005 a Rimini). Vi fu anche una brusca telefonata di Carlo Azeglio Ciampi a Berlinguer nella quale il Governatore informava il Segretario del Pci che se si fosse andati avanti in quel discorso di una politica monetaria alternativa al divorzio con la Banda d’Italia tutti i figli ed i nipoti della nomenklatura comunista che stavano negli uffici e negli studi delle banche se ne sarebbero dovuti andare a casa insieme a quelli della nomenclatura democristiana.. Quella fu la fine del dibattito. Conclusione: quella classe dirigente diceva che bisognava separare il potere dei politici dalle finanze pubbliche sventolando il falso vessillo della “legalità”, della “ trasparenza”, della diversità antropologica che , fin dal 1981, Berlinguer s’affrettò a dare in pasto, complice Eugenio Scalfari con una famosa intervista del luglio del 1981 ovviamente su Repubblica, ai suoi militanti. In verità lo hanno deciso di comune accordo solo al fine di indebolire il Paese per schiacciarlo sotto il loro condiviso dominio mentre, nel contempo, si finanziavano spese assistenzialistiche per le loro clientele politiche , ad elevatissimi tassi di interesse, facendo esplodere il debito pubblico. È a partire da quell’errore che noi abbiamo pagato tutto il resto in termini di debito. Autori di questo autentico omicidio : Dc di sinistra e Pci di Berlinguer, rasserenato dall’esecuzione di Aldo Moro. Vale a dire l’attuale P.D. e la sinistra comunista. Cioè proprio coloro che difendono a spada tratta sia l’Euro che questa specie di Europa. Tsipras ha ragione. Il debito pubblico è una truffa al popolo perpetrata da quei due complici per essere bene accolti dentro quei potentati bancari europei che oggi vogliono governare , nel nome della moneta, tutti i Paesi.