Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 5 febbraio 2015

CAPO DELLO STATO III° Io lo so – ci sono le prove – che questa Italia è contaminata , anzi devastata ed imbastardita , nella sua fragile democrazia, dal “ dilagare incostituzionale” di una Magistratura, che , aperta nel ’93 la breccia nelle mura (di carta pesta) della costituzione, bombardando, con l’intimidazione ed il ricatto, un Parlamento di corrotti e di taglieggiati , da “braccio violento del potere” s’è fatta essa stessa ”potere”. Dileggiando e maramaldeggiando sulla politica-vittima , irridendola e diffamandola, grazie ad un arruolato ed assoldato esercito di militanti “giustizieri” , prezzolati guastatori dello” stato di diritto”. Per avere abbindolato un popolo incolto con una asserita e falsa “ sua missione salvifica”, riuscendo così a scalare ancora - visto che proprio durante il settennato al Colle di O.L. Scalfaro, altro Magistrato , la lobby in toga riuscì a mettere al sicuro i suoi bottini più incisivi - il colle più alto della nostra Repubblica. Con le ben note forze, “sedicenti politiche” ma in realtà manovalanza prezzolata dal potere - P.D., sinistra, Grillini e loro clientele e cespuglietti vari – prone pronube per assicurarsi il “ rispetto” ed anche “ l’occhio di riguardo” del “potere dominante “ , che esse hanno così “eroicamente” contribuito a consolidare. Mentre residue frange deliranti invocavano, per lo stesso Colle, anche, ad abundantiam, il Magistrato di riserva. Essa va trascinata in giudizio per una serie infinita di gravissimi reati penali, tutti perpetrati per sete di potere ed irridente disprezzo del popolo. L’omertoso rispetto della “pax mafiosa” in Sicilia durato fin tanto che il Pci ( dal secondo governo Milazzo del ’59 in poi con il sen. Corrao prima ed il segretario Occhetto poi) ha governato con la mafia di Salvo Lima – ciambellano di Andreotti ma terminale della mafia - svariati comuni siciliani , così come faceva la Dc; il silenzio di tomba – facile trovare il mafiosetto che ha spara , fra i killer low cost esposti persino in agenzie sul territorio – sui mandanti dei 600 a passa omicidi eccellenti ( Costa, Falcone, Lombardo, Borsellino, Chinnici, Salvo Lima, ecc); l’uso politico della Procura dei Veleni di Palermo con la frettolosa archiviazione dell’inchiesta “ Mafia ed Appalti non appena era stato finalmente fatto fuori l’ultimo dei rompicoglioni , Borsellino; il processo Andreotti e la gestione criminale di pentiti e dissociati di mafia , sempre sotto la occhiuta regia di Violante e di Caselli. Dall’assassinio, nel novembre del ’68, nella Penisola, dell’agente di polizia Donnarumma , passando per Piazza Fontana, per quella di Brescia, per l’ Italicus, per le “ sedicenti brigate rosse”, per Moro, per Ustica, per la strage di Bologna ecc , tutte stragi ancora senza mandanti, con ridicoli pupazzi dati in pasto al popolo imbecille come colpevoli da pupari in tocco e toga , i processi farsa ad Andreotti , sempre a Palermo ed a Perugia , registi Violante e Caselli, poi i processi- simulacro di Mani Pulite , squallide trappole giudiziarie per eliminare, come topi e sempre e solo per via giudiziaria, gli avversari politici che ostacolavano la presa del potere dal Pci .Poi la farsa dei venticinque e passa surrogati di processi con i quali sbarazzarsi dell’altro inatteso ostacolo alla conquista del potere da parte del Pci ed eredi, contro Berlusconi , la farsa del processo- pulcinella , quello contro Previti e per la Ariosto, le condanne ammannite per inesistenti reati penali ( parlo del concorso esterno), le vicende corruttive dell’IRI mai indagate, la cancrena del voto di scambio istituzionalizzato dal sistema delle cooperative rosse, l’uso del parlamento “ asservito ” allo strapotere togato per coprire le malefatte degli “ amici” ( come la revisione del reato dell’abuso d’ ufficio per coprire gli scempi dell’IRI di Prodi. L’uso e l’abuso dei mezzi estranei alla dialettica politica per la conquista del potere è puro stalinismo, l’idea che quello che conta è solo la conquista del potere , con qualsiasi mezzo, anche violento. Perché solo una volta che sia stato conquistato il potere si potrà imporre al popolo, recalcitrante se non addirittura anche sovversivo, il regime, il bavaglio, l’ingessatura che consente al potere occhiuto e non eletto di stritolare un Paese sotto i piedi. Se “ a brigante, brigante e mezzo”, “ a brutale rozzezza, brutale rozzezza e gogna”, al processo di piazza con il quale hanno fatto irruzione nel potere rinchiudendo il popolo nello sgabuzzino delle scope dobbiamo rispondere con fermezza , con il consenso del popolo - come predisse nel 1948 Guido Schiavi, il Pretore di Capodarso (“ In nome della legge”, Germi P.)- o senza il suo consenso ( come predisse nel 1971 il Giudice Istruttore Mariano Bonifazi “ ( “In nome del popolo italiano”, D. Risi)) - non sono necessarie altre prove per condannarla per sfruttamento del popolo italiano, per disprezzo della giustizia, per disprezzo della democrazia, per stupro della Stato di diritto e della Costituzione. Per curarla, estirpando il tumore maligno col quale ha contaminato ed infettato questa democrazia , per avere una Magistratura che si occupi di amministrare la legge e che non miri ad impancarsi a guida teocratica di un popolo di oche . Se ti rendi conto di tutti questi soprusi , ma come fai ad accettare di diventare il difensore di questo scellerato sistema? E se non te ne rendi conto, come hai fatto e come farai a svolgere compiti in modalità “ super partes” ?