Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 13 febbraio 2015

LI DEVI CONTROLLARE SEMPRE, A QUELLI DI SINISTRA, COME LI LASCI SOLI, RUBANO. Ogni volta che lasci sola in cucina la sinistra debbo intervenire per coglierla mentre si strafoga con il nostro cibo , debbo bacchettarli sulle nocchie delle mani e farli inginocchiare sui ceci crudi. Sempre e solo a rubare, pensano. Vi ricordate di D’Alema a Palazzo Chigi, quando bisbocciava con i “capitani coraggiosi” , quelli che si sono “fregati” la Telecom pubblica ( cioè nostra) usando i soldi di alcune Banche ( cioè sempre “nostri” ) e che poi se la sono rivenduta facendo una cresta che è rimasta nelle loro “saccocce”? Ma si dai, Colaninno, Gnudi, Consorte, l’Unipol…. Vi ricordate sempre Massimo D’Alema che faceva comprare , a prezzo simbolico, le banche pugliesi? Ma si, dai quella del Salento…… Vi ricordate il Monte dei Paschi di Siena che ha paga la Banca Nazionale dell’ Agricoltura dieci volte quello che valeva ( usando sempre i soldi nostri depositati in quella Banca i quali sono rimasti nelle loro tasche )? E vi ricordate di come “cazzeggiava” il Prof. Prodi, bofonchiando amenità mentre dal famoso panfilo albionico scialuppe capitalistiche inglesi ammaravano sulle coste del territorio italiano da colonizzare e con quattro sacchetti di biglie colorate si compravano i nostri gioielli di famiglia? Ora “ l’ultimo dei comunisti dentro” ed il primo “ dei paraculi fuori”, cioè Renzi e questa banda criminale del P.D. credeva di fare un altro bottino. Sulle Banche popolari il decreto legge non si deve fare. La Consob faccia alla svelta il suo dovere, anche la Procura ( se ne ha il coraggio, ma ne dubito) e chi ha sbagliato paghi. Furbate da gonzi ora basta. Ma lo sapete o no che il grande paraculo aveva fatto organizzare a Londra presso la sede del Fondo Algebris, gestito da Davide Serra, il grande finanziatore di Matteo Renzi un workshop apposito su quelle misure per le Popolari? Della Boschi e del padre non parlo, se ne deve occupare qualche Magistrato. Ora spero che in Italia ci sia un Presidente della Repubblica, il quale a queste cose dovrebbe pensare, più che all’eccidio delle Fosse Ardeatine, che il governo non diventi un ladro dei soldi del popolo. Aspetto e spero , ma “silenzio ” dal Colle ! Forse al Quirinale sono tutti preoccupati dal volo tardo dei covi che tornano ad aleggiare sul palazzo dei Papi , ( Ciancimino Jr) minacciosi ed oscuri . Ora , grande paraculo ed annessa banda di ladruncoli : dovete abolire il decreto legge e ricominciare da capo la discussione in Parlamento sulle Banche Popolari . Si deve fare presto perché le nostre Popolari non reggono più alla sfida dei mercati. Riflettono un’Italia antica, dove gli intrecci proprietari – talmente opachi da risultare inestricabili – altro non erano che il residuo di un capitalismo straccione, familiare, clientelare , medioevale, fatto di piccoli potentati locali, che utilizzavano il risparmio degli italiani per fini non sempre commendevoli. Quel risparmio – è bene non dimenticarlo – trova garanzia nell’articolo 47 della costituzione. Le nuove regole imposte dalla vigilanza europea hanno accelerato la rapida definizione del problema. Anche in questa circostanza , con le Sparkassen e le Volksbanken tedesche Angela Merkel ha fatto valere la regola “ del faccio come me pare , perché io so io e voi nun siete un …..” . L’Italia, invece, come al solito ha voluto fare il saccente , l’odioso Carlo Nobis, il figlio di papà superbo e arrogante. Ha notevolmente abbassato la soglia dell’intervento previsto dalle nuove regole europee da un volume d’affari di 30 miliardi a 8. Così facendo, ha allargato il perimetro all’interno del quale consentire del processo speculativo. A favore di chi? esiste un forte interesse per l’acquisizione in forma stabile di quegli stessi asset, lo dimostra l’andamento della Borsa. Da parte di chi? Il rischio che si corre è che anche queste strutture siano acquisite da quei fondi stranieri che vedono nel nostro Paese una semplice terra di conquista. Parlo di un ennesimo favore ai potentati bancari internazionali che considerano l’Itala , grazie a Prodi, Monti, Letta ed ora anche a Renzi solo una piazza spremere, dal punto di vista della raccolta, per poi dirottare altrove quei risparmi e farli produrre profitti ( per loro) . Ne abbiamo bisogno? No, perché ci serve un sistema creditizio che possa contribuire, contrariamente a quanto finora è avvenuto, al rilancio degli investimenti, nell’ambito dell’economia reale. E non solo finalizzato a staccare le cedole dei titoli di stato. Si deve essere consapevoli che trasformando le Banche popolari in società per azioni, qualcosa si perde:. Il processo di verticalizzazione delle decisioni, unito alle nuove regole contabili imposte da Basilea tre, hanno relegato in un angolo quelle che una volta erano le conoscenze personali.