Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 18 febbraio 2015

NAPOLITANO E LA COSTITUZIONE DEVONO ESSERE INCRIMINATI Visto quel che accade in Italia , visto quel che accade in Libia ed in Egitto, trovo ormai ineludibile trascinare Giorgio Napolitano e tutta la sinistra post comunista davanti a quello stesso Tribunale popolare che gli stessi invocavano già dal 1975, aruspice Pie Paolo Pasolini, dove, senza prove o processi, la Dc avrebbe dovuto essere impiccata ed impalata . Ci deve render conto, Giorgio Napolitano e la sua accolita, di una serie infinita di nefandezze: disprezzo per il popolo italiano, umiliazione della sovranità popolare, l’ aver trascinato il Paese nel baratro economico con un Pil fatto precipitare, con le loro iniziative politiche ( sostituzione di Berlusconi, Monti, Letta, Renzi )da un +1,5% del 2008 ad un attuale -2,5%, una disoccupazione che dall’8% del 2008 è oggi al 15%, con un debito pubblico cresciuto smisuratamente passato dal 120% del Pil nel 2008 ad un attuale 135%. E dei loro scempi e disastri, per l’appoggio alla guerra a Gheddafi, con gli Usa e con la Francia, distruggendo gli affari che l’Italia aveva in corso con la Libia insieme al controllo delle loro coste, solo per eliminare dalla democrazia Silvio Berlusconi, facendo pagare a noi tutti il suo personale rancore ideologico contro “ il nemico”. Una miserabile e meschina riedizione di quanto fece Mussolini contro Antonio Gramsci, entrambe le condanne sono apparentemente giustificate ( sempre la Magistratura ha servito il potere, ne è stata il braccio armato), ma entrambe, lo sanno anche i bambini meno qualche idiota, sono servite “ per eliminare dalla politica per venti anni qual cervello” ( frase del Presidente del Tribunale Fascista, pressoché identica a quella di Esposito ). Che paghino non dico lo stesso identico prezzo, non l’impiccagione o l’impalamento dei loro cadaveri a testa in giù ad una Piazzale Loreto, visto che contrariamente a costoro noi siamo democratici e garantisti, ci basta un giusto e meritato processo. Giorgio Napolitano, nella disarmante ingenuità di Silvio Berlusconi che ne ha addirittura anche “preteso” il reincarico anzi che chiederne la destituzione con disonore , è stato il terminale, un criminale per la nostra gracile democrazia, che ha portato a compimento la via, indicata al Congresso del Pci del Dicembre del1956 da Togliatti , concludendo quel “ percorso carsico” , non palesemente contrario alla nostra Costituzione ma legittimo solo perché “ non espressamente vietato dalla stessa”, che, come svelò Togliatti fin dal dicembre del ’56, senza alcuna opposizione da parte dei così spacciati “ padri costituenti” , avrebbe consentito al Pci di dominare l’Italia, anche senza avere una maggioranza politica. Dobbiamo espropriare i loro beni e quelli dei loro figli e dei numerosi famigli , con la stessa legge e con la medesima violenza con la quale viene disposto l’esproprio dei beni ai delinquenti mafiosi , dobbiamo riappropriarci di quanto, questi criminali ci hanno estorto nei decenni , col risultato di farsi, loro ed i loro figli ed i loro “famigli”, ricchi e potenti e noi, miserabili e straccioni dopo una vita di fatiche. Ma non vendetta deve essere, non rancore da sfogare, perché deve essere giustizia. Dunque occorre vigilare perché questo è il momento in cui i criminali tentano di saltare sul carro degli insorti, per salvarsi .