Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 10 marzo 2015

DOBBIAMO CAMBIARE LA COSTITUZIONE NON CONDANNARE NAPOLITANO Ida Magli, nella consueta sua foga, accusava Napolitano di avere sicuramente tradito la Costituzione per tre motivi: 1. chiamando Mario Monti a governare; 2. continuando fino ad oggi a non indire mai le elezioni; 3. , mantenendo in vita un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Consulta ; 4. Aver nominato senatore a vita Mario Monti , sconosciuto agli italiani, nonostante che la Costituzione precisi che tale carica deve essere motivata da una ricca produzione letteraria, artistica, scientifica che abbia dato lustro all’Italia. Anche io sono caduto in questo errore, per esuberanza, per legittima indignazione, ma oggi occorre riconoscere che affrontare in questo modo il problema non giova , perché radicalizza e polarizza la profonda spaccatura esistente nel Paese fra chi ritiene illegale l’agire di Napolitano e chi invece lo nega senza condurre da nessuna parte . Se vogliamo mirare ad ottenere maggiori spazi di libertà personali e maggiore democrazia per il paese, se vogliamo strappare, estirpare il potere dalle mani di un Parlamento formato sulle clientele e sui familismi dei segretari dei Partiti e non dalle scelte del popolo, se veramente vogliamo liberare il popolo sovrano dallo sgabuzzino delle pulizie dove una “ politica minacciata ed intimidita” da una “magistratura da rapina” l’hanno rinchiuso, scagliarsi contro Napolitano o contro Scalfaro non produce alcun effetto se non l’opposto, una radicalizzazione a difesa di questa Costituzione. Perché se Scalfaro o Ciampi o Pertini o Napolitano avessero effettivamente commesso, come si duole e si lagna Ida Magli , le indecenze che vengono loro contestate, credo che a nulla sarebbe valsa l’interessata omertà e l’aperta complicità della sinistra post comunista alle loro malefatte criminali, perché avrebbe squalificato irrimediabilmente il complice. Io credo fermamente che nessuno di questi Presidenti della Repubblica abbia commesso alcunché di illegittimo costituzionalmente. Per quanto concerne poi Giorgio Napolitano debbo dire che le prime tre doglianze di Ida Magli indicate all’inizio di questo scritto sono totalmente inesistenti perché esse sono addirittura esplicitamente consentite al Presidente della Repubblica dal 3° comma dall’articolo 87, dall’articolo 88 dal 2° comma dell’articolo 92 della Costituzione. Non è contro Scalfaro o contro Napolitano che i liberali debbono scagliarsi, semmai la lotta deve essere condotta contro ben altro totem. Contro “ questa Costituzione”. Iniziando dalle doglianze che ho già manifestato in un mio precedente post.