Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 4 aprile 2015

VIRUS DELUDENTE , EMILIANO STRAFOTTENTE Sono molto deluso , sono anche demoralizzato :ho assistito, meravigliato e sbigottito, al modo, in verità “OSCENO ” con il quale Michele Emiliano ha fatto deragliare l’ultima puntata di Virus – che poteva diventare una ricostruzione ideale del malaffare della sinistra attraverso un excursus storico delle variegate forme di corruzione che IL Pci con “il sistema delle cooperative” ha imposto sul Paese - senza che né il Dr Porro né tanto meno il Dr. Tramontano abbiano saputo non solo arginarlo – che non mi pareva cosa molto difficile, sinceramente- ma anche, vivaddio, metterlo in riga, lui e la sua strafottente boria. Emiliano era un P.M del Tribunale di Brindisi il quale Il 24 settembre del 1999, sul Corriere della Sera, affermava:-"L' articolo( si riferiva ad un articolo del Corriere sull’Operazione Arcobaleno organizzata e gestita dal Governo guidato proprio da Massimo D’Alema ) e' una vera e propria denuncia penale, la prima che ci e' pervenuta da quando abbiamo aperto l' indagine conoscitiva. Quindi, ora siamo in grado di ipotizzare il reato di omissione di atti d' ufficio contro ignoti". Il videotape di Panorama fu sequestrato dalla Procura di Bari perché' conteneva “ elementi di reato penale”> che il P.M. Michele Emiliano cercava, ma non trovava: la sua inchiesta aveva solo riscontrato la "terribile disorganizzazione" della Missione Arcobaleno. Le immagini documentavano l' assalto al campo da parte di decine di albanesi. Si vedevano uomini in canottiera che tranciavano i lucchetti dei container. Sono 22 minuti di vergogna quelli che scorrono sul video. Ventidue minuti durante i quali gli "scatoloni di ferro" vengono depredati con una rapidità e ferocia impressionanti. Sparisce ogni cosa: lavastoviglie, materassi e coperte. Svaniscono i simboli della generosità degli italiani che avevano affidato alla Missione umanitaria Arcobaleno tutto quello che serviva per aiutare i profughi in fuga da una guerra combattuta alle porte di casa. La razzia avviene sotto gli occhi impassibili dei responsabili della Protezione civile e dei poliziotti italiani in un campo su cui sventola il nostro tricolore. Il P.M. Emiliano volle capire se l' assalto fosse stato denunciato alle autorità italiane dalla polizia e dalla Protezione civile .Trova invece frasi oscene , come quella, pronunciata da un componente della Missione Arcobaleno il quale dopo aver saputo da un collaboratore che i lucchetti dei container erano stati fatti saltare, dice: "Direi di prendere la roba per noi e fregarcene”. Quel video era un film - verità destinato a far tremare l' intero staff della Protezione civile, a provocare scossoni politici e a far dilagare la sfiducia sul Governo D’Alema e sulla sua nella Missione Arcobaleno. Senza tener conto del fatto, veramente più che sconcertante , che a detta del sottosegretario della Protezione civile, il professor Franco Barberi, uomo di D’Alema, “ non ci sarebbe traccia di questo saccheggio “(testuale). L'allora rampante P.M. Emiliano avviò l'indagine che arrivò ai piani alti di Palazzo Chigi abitato proprio da D'Alema. Vennero indagati molti nomi noti vicini all'allora premier e alla conclusione delle indagini, vennero rinviate a giudizio 17 persone tra le quali l'ex sottosegretario alla protezione civile di quel governo Franco Barbieri. D'Alema non fu mai toccato dall'inchiesta. Ma dalle indagini venne fuori come tutta quell’operazione Arcobaleno si fosse rivelata – parole sempre dell’allora P.M. Emiliano – “ fonte di ruberie” Intanto quell’integerrimo P.M., cioè sempre Michele Emiliano, arrestava a frotte gente di sinistra vicine a D’Alema: amici, sodali e compagni della Cgil,. Poi, di colpo, Emiliano lasciò l'inchiesta per candidarsi sindaco di Bari. Ebbe una “ chiamata misteriosa sulla via di Damasco”, ma di tale portata che non ebbe dubbi nel lasciare quel posto da privilegiato di P.M. . Una “ chiamata” alla quale non si poteva dire di no . Sicuramente non conveniva:. Cosa accadde dopo le sue dimissioni da P.m.? Che il P.M. Emiliano venne sostituito dal Sostituto Procuratore Aggiunto Dr Marco Dinapoli ma solo quando il Magistrato titolare, appunto Emiliano, una volta divenuto, nel 2004, Sindaco di Bari dovette dare le sue dimissioni da Magistrato. Ovviamente non solo erano passati cinque anni – allora di riformare la prescrizione nessuno ci pensava , certamente – ma il Dr Dinapoli volle – e giustamente- anche ricominciare quasi daccapo le indagini, dato che era ormai sua la responsabilità di quell’inchiesta. Quasi nove anni dopo gli arresti e quattro anni prima che si prescrivesse anche l'ultimo reato, il peculato – cioè solo nel 2009- , la magistratura barese ha concluso con 17 rinvii a giudizio l'inchiesta sulla Missione Arcobaleno, voluta nel 1999 dal governo D'Alema in Albania. Intano nel 2004 l’ex P.M. Michele Emiliano fu eletto Sindaco di Bari. Per capire chi lo scelse, basta sapere che Emiliano fu scelto ( chissà da chi!) come capolista in una lista di sinistra che faceva capo proprio ad un tale Onorevole del P.D., tale Massimo D’Alema, che, è noto, in Puglia conta la massima clientela politica. Qualche meraviglia? Qualche obiezione? Nel 2013 tutta quell’inchiesta Arcobaleno è andata prescritta. Qualcuno s’è stracciato qualche veste? Magari anche un semplice calzino? Travaglio che faceva? Dormiva o era occupato con Ingroia al mare di San Vito Lo Capo con quell’amico “uomo d’onore”? O forse stava recitando da par suo “ E’ stato la mafia” col sedere della Ferrari in primissimo piano ? Spero che vi sia chiaro che ‘Alema , il cui governo era indagato dal P.M. Emiliano ed i cui uomini erano stati rinviati a giudizio per quei reati, non ha assolutamente niente a che vedere con la conversione del P.M. Michele Emiliano dalla Magistratura alla Politica, che lo ha portato a lasciare la titolarità di quell’inchiesta solo nel 2004, che è stato poi sostituito da Dinapoli, il quel ha preteso di ricominciare daccapo l’inchiesta che era stata abbandonata da Emiliano e che , dai e vai, come nel triangolo del calcio,, oggi è tutto prescritto. Amen