Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 10 aprile 2015

MINORANZE , UN PROGRESSO DA CONQUISTARE SENZA SPECULAZIONI E SENZA ISTERISMI Il rispetto delle minoranze è un dovere per ogni sistema democratico. E questo deve valere per tutte le minoranze, compresi i rom e gli immigrati. Sull’argomento, come al solito, la sinistra ha commesso veri e propri misfatti da macelleria sociale, che gridano vendetta, tali che dovrebbe essere trascinata, per le orecchie ed in schiavettoni, davanti ad un Tribunale per espiare le giuste pene per il suo criminale ed indisponente cinismo. Ma quale “paladina dei diritti civili! Ma quale sostenitrice di egualitarismo se la sinistra ha sempre accarezzato e mantenuto con i soldi pubblici “le minoranze”, tutte le minoranze ( dai rom agli immigrati) nel mentre schiavizzava gli italiani espropriando loro il sessanta per cento del frutto del loro lavoro e privilegiando “la minoranza” rispetto al “cittadino schiavo”. La truffa perpetrata dalla sinistra politica è sempre stata il lisciare il pelo alle minoranze ( rom, immigrati, ecc) onde veicolarne a proprio tornaconto il consenso politico, sfruttandone nel contempo tutto il sistema assistenzialistico con il suo sistema delle cooperative . Ma tutto questo sempre sottraendo porzioni di diritti e di libertà ai cittadini italiani ritenuti, dalla sinistra, ormai tutti omologati, ormai tutti “ conformati” al proprio pensiero dominante. Ciò ha di fatto autorizzato “ la minoranza” ( rom o immigrata) a speculare vergognosamente sulla malavita e sul malaffare, creando situazione insostenibili di vario genere ( assegnazione alloggi comunali, mantenimento degli immigrati, mantenimento dei campi rom, violenze, reati contro persone e patrimonio, etc) che hanno prodotto lotte fra veri poveri ( gli italiani) e altri poveri ( immigrati) e un vero e proprio piccolo esercito di “ finti poveri” ma ben indottrinati su come sfruttare la complicità anche giudiziaria della sinistra comunista e post ( rom ed immigrati). Dunque le responsabilità di aver creato “ xenofobia” è solo ed esclusivamente della sinistra post comunista: e infatti i problemi di sicurezza e di integrazione non sono problemi vissuti nell’Italia del secolo scorso, ma iniziati e precipitati proprio con l’esplosione delle migrazioni dall’Africa verso l’Italia e l’Europa, dunque, dalla fine degli anni novanta del secolo scorso, proprio mentre i comunisti erano rimasti senza guida spirituale e politica , col crollo dell’Urss, ed andavano cercando con la lanterna di Diogene – Violante qualche altro “piccolo padre” o “ papa anche straniero” che li conducesse comunque all’agognato e mai conquistato potere. La Lega di Salvini, su questo specifico tema, inconsapevolmente sta agevolano la sinistra, perché il suo “ribellarsi” contro i privilegi concessi dalla sinistra alle minoranze a scapito delle “sudditanze “ non è altro che la reazione un poco inconsulta perché attesa, evocata e provocata a bella posta dai post comunisti ( e non era forse proprio la Lega Nord una “ costola della sinistra” già dal 1995?) per criminalizzarla e per servirsene poi come una clava, dipinta come “ xenofobia” , per intimidire , isolare ( dalla massa conformata) e dunque intimorire quegli italiani che solo pensassero di non conformarsi al volere dei post comunisti di accogliere privilegiando “ le minoranze rom ed immigrati” ( ma a scapito dei “ conformati sudditi”) che consente loro sia di sfruttarne il ritorno politico quanto di arricchirsi con le corruttele del sistema assistenziale e cooperativistico .Questo dimostra che, come sostengo da tempo non in solitudine ma anche in buona compagnia, che il vecchio Pci ed i suoi attuali epigoni costituiscono la più grande holding del malaffare e della corruzione politica mai esistita in tutto il mondo occidentale, che la magistratura italiana, intimidita e ricattata dalla sua strabordante componente di stampo comunista , non ha avuto la dignità ed il coraggio di mettere sotto inchiesta per motivazioni del tutto estranei alla giurisprudenza ed ai codici ( perché i reati ci sono tutti, dall’abuso d’ufficio al conflitto di interessi, dalla corruzione per induzione alla corruzione del voto di scambio, ecc) ma per asservimento al conformismo dilagante che permette ad ogni magistrato comode carriere senza merito, impunità assoluta, privilegi economici da capogiro . Perché rinunciare a tali “utilità” per fare solo il bastian contrario? Il solito discorso del “ così fan tutti” , dei corrotti nell’animo , dei vigliacchi. Ma scatenare guerre fra diseredati ( rom ed immigrati) e conformati coloni ( gli italiani) per privilegiate le “ minoranze” è lo scopo della sinistra che mira con la sua propaganda a criminalizzare ogni forma di spontaneistica ribellione come “ ansia xenofoba” onde schiacciare ogni residua libertà di pensiero in Italia criminalizzandolo come becera forma di sovversione di stampo fascista. Nulla di nuovo sotto il sole, cari post comunisti, né più né meno siete rimasti al 1978, ad Enrico Berlinguer, alle sue false ed ossessive campagne contro l’inesistente minaccia della deriva fascista, il “ richiamo della foresta” al quale “ i conformati compagni “ si inchinavano come pie beghine consentendo alle loro contigue Brigate Rosse di compiere gli eccidi che ben sappiamo e dei quali da trentacinque /quaranta anni aspettiamo ancora che la magistratura ci dica chi sarebbero i veri colpevoli ( da Imposimato con Moro, proseguendo con Annarumma, con Piazza Fontana e via dicendo) . Ma agli italiani “ giammai di sinistra” compete comunque il compito di ignorare le loro meschinità umane e politiche ed un imprescindibile obbligo, al quale richiamo tutti, Salvini compreso: salvare la nostra pur rachitica “ simildemocrazia” ( una terrificante “ sòla” rifilataci da minacciati ed intimiditi “ padri costituenti” dal picaresco Pci di quegli anni) , strappandola, con mezzi democratici. dalle grinfie totalitarie e libidinose sia del comunismo mascherato da P.D. sia dal fascismo del terzo millennio del M5s ,ricacciandoli entrambi nella cloaca del pensiero politico novecentesco dal quale sono riemersi come orripilanti ed affamate pantegane, proponendo una strategia ed un percorso di integrazione per ogni minoranza . La formula prestampata non esiste , deve essere elaborata , studiata e prodotta dalle idee e dalle esperienze di ciascuno di noi, senza liderismi isterici, senza contrapposizioni laceranti con una sinistra che provoca lacerazioni fra poveri per trarne solo miserabile profitto. Invece che perder tempo in polemiche ed in teatrini televisivi , dobbiamo essere noi ad indicare la strada. Da parte mia non ho dubbi su alcune architravi essenziali dalle quali partire : abolizione immediata ( magari progressiva, ma celere ) di ogni campo rom e di ogni Cie , che rappresentano condannabili ed esecrabili, tardive e ridicole forme di ghettizzazione che producono, come dicevo, malaffare, corruzione e guerre fra poveri. Una procedura, poi, “ politica” nel senso che permetta ad ogni minoranza, in via preliminare ed imprescindibile, la propria autodetermnazione, se diventare o meno popolo italiano, ma senza barare, senza corromperle sotto banco, con la scusa dell’assistenza e dell’accoglienza, con privilegi ed assistenzialismi assolutamente criminali e controproducenti. Ogni comunità deve essere arbitra del proprio destino, mai colonizzata, mai schiavizzata, mai sottomessa e , sopra tutto, mai sfruttata. E’ ora che anche queste minoranze comincino ad “urbanizzarsi” ed a “ civilizzarsi” come han fatto in tutto il mondo una serie indefinita di minoranze nel corso della storia. Un percorso culturale al quale dobbiamo spingerle, un percorso che sarà lento, ma che sarà anche fatalmente progressivo, di taglio culturale e civile. Per iniziare il quale bastano i mezzi finanziari che la sinistra comunista oggi invece sperpera in dissennate ed improduttive opere di scellerato assistenzialismo che provoca proprio i fenomeni di ghettizzazione e le corruttele che noi vogliamo assolutamente cancellare. In tema di strategie, l’esempio degli Usa ci deve guidare: le minoranze native d’America sono state scorticate vive e rapinate di ogni loro avere e basta visitare di persona anche solo una di quelle” riserve indiane” ( ed chi scrive è stato un sostenitore attivo per svariati anni dei Navajos e del loro piccolo stato, con capitale Kayenta, situato nel Nord Arizona ai confini con l’Utah, intorno al sito storico di “ Monument Valley”) per capire come l’assistenzialismo e la ghettizzazione non risolvano nulla ma facciano invece proliferare malaffare e malavita. Non è quella la strada maestra. Ma esattamente l’opposto. Niente guerre fra poveri, niente privilegi da parte di una colpevole magistratura, niente speculazione politica e corruzione finanziaria da parte della sinistra comunista, niente posizioni xenofobe che stridono paurosa convivere senza rimpiangere privilegi ormai dissolti nel tempo ( come l’articolo 18, come il posto fisso, come il sospetto per il diverso o per l’intruso, etc) ed ormai improponibili.