Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 15 maggio 2015

SE NASCI CRETINO NON PUOI MORIRE INTELLIGENTE, TUTT’AL PIU’ GRILLINO La soppressione dell’INPDAP e la sua confluenza nell’INPS , realizzata con l’art. 21 del “Decreto salva Italia”, Governo Monti, approvato il 4/12/2011, ha devastato l’l’INPS. L’INPDAP, come ente pensioni dei dipendenti della pubblica amministrazione, non riceveva contributi perché lo Stato non pagava certo i contributi , per i suoi dipendenti ( come invece era obbligato a fare un privato) ed in più l’INPDAP era servito al “ consociativismo storico” fra il Pci e la Dc per elargire pensioni di comodo con le quali comprarsi voti e clientele ( pensare alle pensioni baby ed alle promozioni al grado massimo di carriera , una prassi che veniva rigidamente seguita nella P.A. e nelle Forze Armate , tanto per fare un esempio, sistema in base al quale un pisquano qualsiasi, che era arrivato al grado di maggiore, veniva promosso al grado di “generale” e col sistema pensionistico retributivo…… ). INPS subentra dunque in tutti i rapporti attivi e passivi dell’Inpdap. In Italia, il sistema pensionistico pubblico non è organizzato come un fondo pensionistico privato, che deve investire i contributi dei suoi assistiti, ma è un sistema di "contratto generazionale": traduzione semplice è che i contributi versati oggi pagano le pensioni di oggi La relazione del vecchio presidente INPS rivelava che alla fine del 2014 il fondo pensioni dei lavoratori dipendenti registrava un passivo di 119 miliardi di euro; quello dei coltivatori diretti di 80 miliardi; quello degli artigiani di 48 miliardi. Il Prof. Boeri, sull’argomento, preferisce tacere, semmai proporre delle riforme pensionistiche che, per quanto ne so io, dovrebbe essere il Parlamento a decidere, non uno dei tanti “ comis” messi a guardia di uno dei tanti forzieri da scassinare. Insomma un buco di quasi 250 miliardi di euro coperto a fatica solo da due fondi: i lavoratori parasubordinati, in attivo di 96 miliardi e le prestazioni temporanee dei lavoratori dipendenti (quindi contributi per malattie, maternità, disoccupazione) in attivo di 179 miliardi. Questi due fondi sono la cassaforte, la banca che ha permesso di ridurre a "soli" 4,5 miliardi di euro il passivo del patrimonio Inps Se l'INPS ha bruciato negli anni, dal 2009 al 2013 , qualcosa come 45 miliardi di euro di suo patrimonio, arrivando ad un rosso di 10 miliardi l’anno significa una sola cosa: sono stati pagati delle pensioni a molta gente, peraltro in quiescenza molto prima di aver prestato servizio per 40 anni, che non avevano versato corrispondenti contributi durante la loro vita lavorativa ma che oggi percepiscono vitalizi “ a livello retributivo” E siccome i vitalizi di oggi sono pagati dai contributi di oggi, ecco la bellezza incomparabile del socialismo di Stato, un cetriolo che va dritto dritto nel sedere di chi lavora sul serio, di chi produce il lavoro altrui e di chi è oggi un precario. Ringraziate sentitamente il socialismo del Pci e della Dc che ci ha ridotto in miseria. Dimentica: intanto Di Battista e Di Maio diventano idoli della protesta perché sbraitano contro i vitalizi ai condannati. Già perché così noi risolveremmo tutto, secondo costoro….
STORIA BREVE DELLA CONQUISTA CRIMINALE DELL’ITALIA DA PARTE DEL COMUNISMO Come cantava Luigi Tenco, “ se stasera sono qui….è perché ti voglio bene…”, io stasera sono ancora qui perché voglio bene al mio Paese. E come le formiche che, nel loro piccolo, si ribellano alle violenze , anche io, nel mio piccolo, cerco di ribellarmi allo strapotere della sinistra, raccontando come sia stato mai possibile arrivare a farci dominare dal comunismo. Ne faccio una massima sintetizzazione. Una volta arraffato il fondamentale “ bottino di guerra” – non mi riferisco al tesoro della Banca Jugoslava o a quello dell’oro di Dongo ma all’avere imposto ai “costituenti”, con intimidazioni e minacce di vario genere, un testo di Costituzione che accontentasse il Pci : Moro e gli altri costituenti, non a caso “santificati” solamente dai comunisti, furono i “tanti” educati per benino dall’esecuzione , nel 1944, dell’uno , Giovanni Gentile , che aveva osato opporsi alla sopraffazione comunista, semplicemente freddato da cinque sgherri comunisti –, sul Fronte comunista, ormai certo dell’annessione all’Urss dell’Italia, s’abbatte il ciclone della disfatta elettorale del ’48. Alcide De Gasperi invocava dagli Stati Uniti, l’unica grande potenza in grado di imporre timore reverenziale al comunismo staliniano, grano ed aiuti finanziari per gli italiani affamati, sul piano pubblico, ma in via riservatissima chiedeva armi per poter opporre resistenza e creare un vero baluardo contro una minacciata insurrezione comunista. Togliatti ed il Pci, a loro volta, ricevevano armi e finanziamenti da Stalin, altre armi ed addestramento militare dai Paesi d’oltre cortina , tutto mirato all’annessione dell’Italia al dominio staliniano. Dopo la devastante esperienza della Seconda guerra mondiale, i governi democristiani implorarono Papa e Casa Bianca per essere ammessi nell’Alleanza atlantica, riuscendo infine a vincere le resistenze degli Stati uniti d’America che in verità non volevano l’entrata dell’Italia in un patto militare. Naturalmente tutto questo fu accuratamente tenuto nascosto alla opinione pubblica: da parte della Dc per evitare di scatenare il panico negli italiani ( perché allora il pericolo dell’invasione comunista sarebbe emerso in tutta la sua drammaticità) , da parte del Fronte Popolare perché Stalin non voleva rischiare di scatenare una reazione degli alleati angloamericani se fosse trapelato un qualsiasi piano di aggressione comunista all’Italia. Nasce la doppiezza politica dell’Italia, prodotta dalle pulsioni colonialiste sull’Italia del comunismo ed accettata dalla Dc , costretta a brigare in silenzio, per non seminare panico, per racimolare riservatamente dagli Usa il necessario sostentamento, militare e finanziario, per ergersi a baluardo contro il comunismo. Così il Pci , che predicava una politica di pace, ha imposto agli italiani una politica di guerra perma¬nente, ma una guerra sotterranea, “ non convenzionale” cui la Dc non si sottrasse e per la quale si organizzò : la Gladio Rossa e la Gladio Bianca, la Volante Rossa e la Stay Behind, le Brigate Rosse e le pulsioni militari dell’indipendentismo siciliano . L’ “ equidistanza”, nella politica estera medio orientale, non potette sopravvivere perché per ostacolare l’egemonia comunista nel mondo del dopo Yalta ci siamo dovuti prestare a difendere gli interessi di Washington che ci foraggiava. E questa “ doppiezza” ha determinato sia la creazione di Forze armate ufficiali ( da parata, per capirci) ma anche di forze ( nascoste ma parallele a quelle ufficiali “ di “ sicurezza”. Le seconde ordite per combattere la guerra ideologica, quella “non ortodossa”, quella “ non convenzionale”, quella contro le mire egemoniche sull’Italia del “comunismo internazionale” e della sua “quinta colonna” in Italia, il Pci. Le prime hanno svolto funzioni di facciata, di parata, di pubblico deterrente, di ostentazione muscolare contro i nemici ammonendo, quando serviva, il loro diretto intervento per ristabilire l’ordine e garantire la permanenza dell’Italia nell’ambito dell’Alleanza atlantica. Non, quindi, un “ doppio Stato” ma uno Stato con una doppia struttura bellica, la prima da impiegare nella guerra clandestina, la seconda da ostentare quale presidio di pace e di libertà per il Paese. Un apparato politico-militare clandestino, occulto, ma non autonomo e, tantomeno, indipendente dal potere politico che lo ha creato e di cui si e sempre servito per il raggiungimento dei suoi fini, quando questo richiedeva l’uso di metodologie non ortodosse, non convenzionali , insomma occulte. E’ stato dunque “ quello Stato”, sono stati dunque quei due partiti politici, ciascuno con il proprio ruolo, chi di attore , il Pci, chi di convenuto, la Dc, a riconoscere alla mafia, alla n’drangheta, alla camorra, alla sacra corona una loro rappresentatività della loro sfera politica pubblica nell’Italia del Sud, la produzione di una classe politica che coagulasse , per una convivenza pacifica, gli interessi del Pci, della Dc e delle mafie . Tutto questo , però, pur essendo oggi ancora valido e reale , è stato accuratamente “ occultato, accuratamente taciuto”, da entrambi quei partiti, per intuibili motivi di “onorabilità” , con un conformismo criminale che avviluppava ,nella complicità, mafie, partiti politici e magistratura. Non è un caso se è solo dal 1989 (circa) , da quando , crollato il sistema comunista sovietico il Pci , nel frattempo divenuto anche “ dominus” nel mondo giudiziario ( Violante alla Direzione Antimafia, Caselli alla Procura di Palermo, Craxi e Vassalli a portare “ incenso, oro e mirra”, ovvero “ riforma codice procedura penale, sconfitta sulla responsabilità dei magistrati, resa incondizionata sulla politica giudiziaria al Pci onde assicurarsi ogni possibile sua benevolenza per i suoi innumerevoli misfatti) , il Pci, per sopravvivere al ciclone distruttivo creato dal Papa polacco e da Ronald Reagan, decise di tradire quella congiura criminale asserendo che in Cosa nostra e nelle altre mafie si configuri un preteso ma inesistente anti-Stato. Quale parte dello Stato ha stretto questo patto e ne ha garantito il rispetto fino ad oggi, se non quello comunista che s’identifica con la sua struttura segreta e clandestina? Ben nota, ovviamente, ai vertici politici e militari dello Stato. La prova più evidente della trama rossa , del filo rosso che guida questa deriva comunista , sta proprio nella figura storica di Giulio Andreotti, il prototipo del “ potere bianco” in Italia, il quale , catturato , inchiavardato e fatto prigioniero dall’orda comunista venne impiccato, impalato per essere il colluso con la mafia ma, solo fino ai primi degli anni Ottanta, dato che tutti questi erano ormai caduti in prescrizione ma incredibilmente assolto per gli stessi rapporti che aveva mantenuto anche negli anni successivi. Voglio ironizzare scimmiottando Mino Pecorelli sul processo per il “golpe Borghese”, nel quale “ andreottiani erano gli imputati, andreottiani gli accusatori, andreottiani i giudici “. Non è vero, quindi, che non si riescano a trovare i punti di contatto fra la due strutture, ufficiale e clandestina, dello Stato sia sul piano politico che su quello militare. Nessuno ha mai fatto il conto delle strutture clandestine, informative ed operative, in azione in Italia dal dopoguerra in avanti, per chiedersi chi, al vertice, coordinava il loro operato. la strutture “scoperte” fino ad oggi già da sole, costituiscono un apparato politico-militare con scopi informativi ed operativi, che hanno inglobato nei loro ranghi, nel corso degli anni, decine e decine di migliaia di italiani vincolati dal segreto di Stato. Non sono le strutture di un “altro” Stato, sono il presidio di questo Stato che è riuscito a sopravvivere grazie a quanto da esse fatto e può continuare a sopravvivere solo proteggendone i segreti non proprio esaltanti delle loro attività. Per fare questo, lo Stato ha utilizzato due strumenti: i mezzi di comunicazione di massa e la magistratura. I primi per disinformare, la seconda fare fuori tutti gli oppositori scomodi e non funzionali al progetto dominante del Pci. Per imporre tutto questo non serve un “Stato” , basta ed avanza il servilismo della stragrande maggioranza dei giornalisti italiani e dei magistrati italiani . Se ci fossero due Stati, uno dei quali agisce nell’ombra all’insaputa del primo, tutto questo non accadrebbe. Ma, la mano destra copre i misfatti della mano sinistra: Casson è senatore, D’Ambrosio pure. Per queste intimidazioni l’Italia è uno Stato capace di esprimere una “doppiezza” che gli consente di utilizzare tutti i mezzi, anche i più cinici e spregiudicati, salvaguardando la sua immagine pubblica di democrazia rispettosa di una Costituzione che è essa stessa il frutto criminale proprio della stessa guerra non convenzionale, ma frutto del clima di intimidazione e di minacce degli anni dal 43 al 48. Emblematico è il doppio uso che lo Stato fa dei”neofascisti”: prima utilizzati nella guerra clandestina contro il comunismo internazionale, oggi, come ieri dal Pci e da Berlinguer sopra tutto, usati come copertura per attribuire ad essi tutto ciò che di nefando è stato in qualche modo scoperto, accusandoli di averlo fatto in odio alla democrazia. La doppiezza come metodo, prassi consolidata, purtroppo vincente fino ad oggi, di uno Stato al quale deve essere negato l’alibi di un altro Stato, che ha agito a sua insaputa e contro i suoi interessi, i suoi uomini, le sue strutture. Non si potrà mai avere verità in questo Paese se non si giungerà alla denuncia esplicita della nefanda “doppiezza” dello Stato, come credette, sbagliando, di fare Cossiga nel 1990 invitando Violante e Sogno alla famosa cena del pesce, credendo che, finito il regime comunista, crollasse anche la guerra non convenzionale e non ortodossa che aveva soffocato l’Italia . Violante ed il Pci avevano ben altri scopi in quel momento, non avevano tempo e voglia di chiedere perdono agli italiani per i misfatti compiuti e per cospargersi, insieme ai complici indotti, i democristiani, il capo di cenere andando a Canossa per rifondare l’Italia ristabilendo la verità . Chi ignora questa storia o pretende di cambiare l’Italia senza ricominciare da quelle “ forche caudine” storiche, chi crede che stracciandosi le vesti per qualche particolare o per qualche scandaletto significhi fare un cambiamento “ epocale”, è solo un ignorante, un millantatore, un azzeccagarbugli, un Masaniello che cerca potere personale da ritagliarsi nella confusione mentale del popolo. Insomma una forma ulteriore di truffatore del popolo. Grillo ed il M5s hanno capito o no?