Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 24 maggio 2015

E mi arrovello ancora il cervello sul fatto che sin dal rapimento di Aldo Moro le ricerche e le indagini furono concentrate fuori dalla zona del centro città, a Roma, in zona Balduina, Trionfale, Monte Mario, Belsito, via Boccea, Via Cassia. Studiando gli atti della “Commissione Stragi ” vi trovo documentato che il 26 dicembre del 1977 , tre mesi prima dell’agguato e del rapimento, i servizi segreti francesi avevano informato le autorità italiane circa un’intensa attività di tale Giuliana Conforto, la figlia di Giorgio Conforto, la quale disponeva di un appartamento sito in Viale Giulio Cesare n. 47 a Roma. Costei, raccontano i documenti, soleva incontrarsi spesso con Valerio Morucci e con Adriana Faranda, i postini del caso Moro e sui due, figlia e padre , i servizi segreti italiani disponevano di corposi dossier. Tanto che fu proprio in casa della Giuliana Conforto che il 29 maggio del 1979 arrestarono Morucci e Faranda. In almeno un paio d' occasioni Valerio Morucci e Adriana Faranda, i brigatisti postini del caso Moro, si incontrarono direttamente con Giorgio Conforto, l' agente "Dario" ( “Chestny oltre cortina) , la spia migliore che per cinquanta anni il Kgb abbia avuto in Italia. Lo ha raccontato lo stesso Giorgio Conforto, poi deceduto nell' 86, in un interrogatorio davanti al giudice istruttore di Roma, Francesco Amato, il 5 luglio del ' 79. Il giudice sostiene che non sapeva di aver davanti un pezzo grosso del servizio segreto sovietico. Nessuno gli aveva segnalato, e non era stato segnalato neppure ai suoi colleghi d' indagine sul caso Moro, Priore e Imposimato, che quell' uomo era schedato dai servizi segreti italiani fin dagli anni Trenta come spia dell' ex Urss. Possibile che tre magistrati che seguono un’ inchiesta così “ delicata” non abbiano avuto notizie in merito? Il colmo e' che qualche giorno prima delle dichiarazioni di "Dario", due informative del Sismi erano arrivate sui tavoli della Digos romana e in esse era ipotizzato che "padre e figlia Conforto avrebbero trasmesso ai servizi segreti dell' Est (Kgb e Sbt) carte provenienti dal sequestro di Aldo Moro. Ma anche di queste notizie i magistrati, Amato, Priore e Imposimato si dichiarano all' oscuro. Morucci e Faranda avevano nomi posticci , cioè "Emilio" e "Gabriella". Fu interrogato anche un giornalista di “Repubblica”, tale Tutino, che aveva rapporti con la Conforto, il quale riferì all’allora P.M. Domenico Sica, che i due, Emilio e Gabriella, visti a casa di Giuliana Conforto, professavano tendenze politiche anticomuniste. Di tutto questo , durante le indagini su Moro, non trapelò assolutamente nulla e Conforto , Dario e Chestny , fu lasciato libero di muoversi come meglio credeva.