Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 13 luglio 2015

QUESTA EUROPA O ALTRA EUROPA? Il motivo fondamentale per il quale sono stato e sono assolutamente contrario a “ questo tipo di Europa” , per il quale mi sono se...mpre battuto per una Europa politica e dei popoli e non per questa Europa del tecnici è di natura storica. Trovo semplicemente allucinanti le “caratteristiche politiche ” che si sono tradotte in similitudini tra l'Urss di Stalin e questa Europa dei plutocrati Premetto che la rivoluzione sovietica fu istigata e sostenuta finanziariamente dalle stesse famiglie politico -economiche : tutti "falsi filantropi che hanno voluto la creazione delle società ultranazionali, quali la Società delle Nazioni e poi l’Onu , tutte con l’identico scopo “ mondiali sta ed internazionalista”: abbattere gli stati nazionali per integrarli ( volenti o nolenti) in un processo di globalizzazione politica , culturale e mercantile di tipo primordiale, coloniale, imperialistico. Le grandi truffe ideologiche , la “ società comunista che aveva sconfitto lao sfruttamento dell’uomo sull’uomo” , il “ paradiso sovietico in terra”, la “ democrazia progressiva che avrebbe annientato ogni altra forma di democrazia “, la costruzione della “Repubblica degli uomini felici” , poi rivelatisi vittime di un regime atroce , ieri “ compagni lavoratori” , oggi “ cittadini” , domani “ sudditi”. Saranno, comunque, uomini e donne rintronati dalle ideologie “ politicamente corrette”, veri e propri schiavi di “clientele che si auto eleggono” , “massa conformata” senza più alcuna capacità di reagire contro la dittatura del pensiero “ massificante ed unificante” , un sistema di relazioni sociali utile per distruggere i diritti naturali e primari dell’uomo. E così come l'Urss di Stalin mirava a distruggere gli Stati Nazionali per creare un unico popolo, quello sovietico, da venti e passa anni anche questa Europa plutocratica e la sinistra politica italiana tentano di massificare popoli diversi sotto un solo regime: quello delle regole , dei prestiti onerosi, della rigida austerità ( non a caso propagandata proprio da Berlinguer negli anni settanta, non appena si diffuse la prima “ crisi petrolifera”) un regime che livella tutti gli uomini al rango di schiavi e sudditi , della finanza e delle banche. Così tutti questi popoli europei storicamente così diversi, se non opposti, fra di loro, dovrebbero tutti abbandonare i propri valori fondanti per venerare questo Quarto Reich dei banchieri e dell’Internazionale comunista . La sinistra comunista, che ha voluto imporci questo tipo d’Europa ricorrendo ad intrighi ed a minacce indicibili, è complice di questi potentati sovranazionali perché spera di reintrodurre il regime comunista, in modo surrettizio, tramite la dittatura del pensiero europeista unificato. Come poi in tutti i “ regimi totalitari” , come, appunto, nell’Urss Staliniana e comunista si registrava una corruzione spaventosa e, nel contempo, una caccia spietata contro ogni seppur vaga forma di dissidenza. Basta pensare a quel che è accaduto, in Italia, alla Lega Nord, al centrodestra di Forza Italia, ad una parte della destra tradizionale, tutte “euroscettiche” ciascuna a modo suo. Quanto poi allo “ spessore democratico” di questa Europa siamo al ridicolo più totale, perché come nell’Urss di Stalin e del Comunismo vi era il “ Politburo” – era Stalin che stabiliva chi ne dovesse far parte – così in questa Europa i rappresentanti delle Nazioni si eleggono tra di loro e quasi nessuno li conosce . Quanto poi alla “ schiavitù delle libertà” basta pensare che come Stalin aveva creato i Gulag, così la sinistra politica , specie quella post comunista italiana, ha creato il regime del pensiero unico , quello “ politicamente corretto” , un totem che svolge in Europa la stessa funzione dei Gulag comunisti. Quella, cioè, di isolare, criminalizzare, annientare chiunque abbia un'idea difforme da quella europea e su qualsiasi tema, sia questo religioso, politico, sessuale, civile. Ricordate quel che avveniva nell’Unione Sovietica? In URSS venivano emanati i provvedimenti senza possibilità di discussione. In Europa si emanano i provvedimenti e si può discutere di questi solo se li si condividono, Berlusconi nel 2011 docet.