Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 29 agosto 2015

LA VERA MAFIA CAPITALE NON SONO BUZI E CARMINATI, MA MARINO E LA SINISTRA. Perché tacciono, davanti al Campidoglio, ormai ridotto a” riformatorio per Marino”, come una “casa di reclusione ,di correzione e di rieducazione” politica per il P. D. e per questo suo Sindaco, un reclusorio ( a Roma funzionava a Testaccio, dal 1703, il famigerato “ Istituto San Michele” poi trasferito nel carcere di Casal del Marmo che è stato ormai chiuso) diretta e comandata da un Magistrato, Cantone, e da un burocrate al soldo del regime del P.D.. Insomma a Roma abbiamo eletto Marino ma oggi senza alcuna elezione c’è un nuovo Sindaco: un Magistrato, il Dr. Cantone. Il prefetto è solo un reggicoda. Marino lo abbiamo eletto Sindaco noi romani tutti, si o no? E allora che Marino sia Sindaco di Roma oppure, visto come è stato distrutto politicamente e coinvolto giudiziariamente – come e peggio di Alemanno – nella inchiesta del Dr Pignatone , che trovi la dignità ed il senso di responsabilità di dimettersi Cercassero di prender lezione da Silvio Berlusconi, Marino e tutta la sinistra, studiassero ed apprendessero la sua “ superiore responsabilità istituzionale” e la sua dignità politica, alla faccia dello scempio della Costituzione perpetrato dalla legge Severino : le sue dimissioni di novembre 2011, anche se furono uno dei tanti “innumerevoli crimini” della “più potente multinazionale del malaffare politico” esistente nel mondo occidentale e democratico, orditi da Magistratura Democratica , da Napolitano, dalla sinistra italiana , da alcune Cancellerie europee e dai potentati bancari e finanziari internazionali, resto una “ stella polare” inarrivabile per questa “ciurmaglia di pigmei della politica”, incollati col bostik e senza dignità, a qualsiasi poltrona. Dove vi siete nascosti , ridicoli giullari dei “potentati” , i Fo, gli Zagrebelsky, i Ro-do-tà-tà-tà, i Serra, i Severgnini, i “ principi” ammessi nell’empireo divino come il chierico- da una vita al fianco di quel “regime multinazionale”- Eugenio Scalfari, tutte quelle “ agiografiche penne “ dei “madonnari” di Napolitano e Monti, come il Prof. Gotor , dove si è rintanato quell’esilarante “ parodia di Senatore” , quel Zanda Loy un ben noto “ arrogante e prepotente figlio (sardo) di papà ( sardo) ” fattosi, con l’andar dell’età, “ un vecchio bamboccione ( sardo) sempre più arrogante e prepotente ” e tutto quell’esercito di “ sudditi conformati” allevati e cresciuti, nel recinto delle madrase di “Repubblica” e de “ Il Fatto”, a somministrazioni in dosi industriali di viscerale odio berlusconiano , una ciurma alla Brancaleone , tutti “ sgarrupati” , tutti con le vesti stracciate dall’indignazione che Berlusconi non si dimettesse , una farsesca imitazione del “Quarto Stato” di Palazzo Marino ? Tutti in riga ed in silenzio, in fila per quattro, allineati e coperti: il boss, la magistratura ( che ha fatto scoppiare Marino e la sua giunta con l’inchiesta di Pignatone) che comanda ( pro console il fido Magistrato Cantone) ordina ed il picciotto ( Marino e tutta la sinistra) come un “ pinciutu” palermitano) obbedisce ed esegue.