Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 13 settembre 2015

BERLINGUER AVEVA RAGIONE! I COMUNISTI SONO PROPRIO DIVERSI! Non c’è niente da fare, il comunismo è veramente la cellula tumorale della mente dell’umanità. Non bastano bombardamenti chemioterapici e secolari con dosi mastodontiche di centinaia di milioni di morti, di milioni di schiavi moderni, di fallimenti epocali , di disfatte e fallimenti finanziari su quel tumore maligno , per estirpare questo cancro mentale. Accade che appena ti distrai un attimo – ecco perché tutti i comunisti di questo mondo quando parli loro del comunismo, sorridono, come ebeti lamentando che “ ma il comunismo è morto da un pezzo!”, perché cercano di distrarti per ucciderti col tumore – la bestiaccia immonda si rianima e ricomincia la sua opera distruttiva della mente degli uomini. E’ bastato che uno dei tanti sessantottini ,un inglese stavolta, Jeremy Corbyn, si insediasse alla segreteria inglese del Labour – non certo al Governo dell’Inghilterra, quello se lo sogna - o un altro ex sessantottino, lo yankee Bernie Sanders contendesse alla Clinton le primarie americane , per fare ritrovare sussulti di risveglio ai nostalgici del regime socialista. Oggi è un coro che gira intorno al solito vecchio, stantio, putrefatto refrain sessantottino, intorno alla parola magica , al simsalabim dei prestidigitatori comunisti che se la cantano e se la sonano come prefiche, salmodiando su” uguaglianza” e “ disuguaglianza”. Attenzione però, perché non ostante un secolo di morti, di genocidi, di fallimenti, di miserie infinite, questi sessantottini falliti ancora celebrano messe cantate all’altare dell’ uguaglianza , che sarebbe null’altro che una dittatura che s’è messa in testa di modificare la natura in modo da rendere uguali ( a chiacchiere) Tizio e Caio ma solo nel senso di cercare di rendere uguali, grazie a confische, rapine e lavori forzati , “ i redditi di Tizio e Caio”. Loro la chiamano “ uguaglianza” o, forbiti come credono di essere anche “ lotta alle diseguaglianze”, in effetti la storia degli ultimi cento anni dimostra che queste idee sono state la causa di crudeli regimi e di veri e propri genocidi. Un’uguaglianza dunque, quella evocata dai nostalgici di Stalin e di Phroudon che è null’altro se non una “ camicia di forza” , una galera, un regime di carcere duro (col 41 bis) che elimini le idee, la libertà, le inclinazioni, i pensieri, le capacità personali di ciascuno e che, unita ad una criminale confisca dei beni che ognuno produce - per il soddisfacimento dei bisogni delle proprie famiglie – rende Tizio e Caio, come tutti d’altronde, degli schiavi moderni , massificati e conformati sudditi dello Stato Leviatano. Ovviamente qualora i nostalgici di Stalin, di Pol Pot o di Togliatti avessero delle formule nuove che eliminassero le disuguaglianze fra gli individui create dalla natura ( non certo dal bieco capitalismo o dall’orrido liberismo) oltre che curioso di conoscerle sono prontissimo a discuterle, sempre che non siano le trite litanie keynesiane o le fallite formulette suicide tutte riconducibili alla famosa e fallimentare “ redistribuzione” che hanno avuto , nei quasi cento anni di loro applicazione un solo risultato: avere decuplicato il numero dei poveri.