Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 10 ottobre 2015

PENSIAMO ALLA LIBIA, NON ALLA SIRIA La stampa e l’informazione italiana, avendo come “ missione” quella, storica, di indottrinare i lettori non certo quella di informarli , si concentra sulla Siria . E’ nell’ordine delle cosettine italiane, le liti da cortile, le zuffe chioggiotte, i Capuleti vs i Montecchi, laziali contro romanisti, tutta cultura allo stato puro. Così tutti sulla Siria, c’è da vendere copie perché c’è di mezzo Putin, Obama, ci sono i richiami per un’ulteriore disfida di barletta fra la sinistra e la destra, insomma si vendono copie e si fa share. E’ solo questo che “il padrone” vuole, del popolo non interessa nulla a questo attuali Marchesi del Grillo. Invece, a noi italiani, della Siria dovrebbe interessare poco: c’è Putin che pensa all’Isis, al Califfato, sono affari di Obama, di Assad, l’Europa è sulla questione ridicolmente assente, francamente imbarazzante con la Russia di Putin con le sue schizofreniche sanzioni occhiutamente imposte poi proprio all’unica potenza in grado di difenderci dallo Stato Islamico. Dovrebbe interessarci e dovremmo occuparcene, della Siria, quel poco – visto l’articolo 10 della Costituzione che solo D’Alema ha le stimmate per calpestarlo -che basta per scatenare le solite piazzate da cortile e da lavandaie , se dare l’appoggio politico o meno a Putin . Se invece delle budella azionassimo il cervello, noi dovremmo occuparci e preoccuparci immediatamente della Libia, dove il cieco, ottuso, rancoroso, livoroso, odio contro Berlusconi, non certo la lungimiranza politica ( l’ennesimo esempio dell’applicazione italiana del comandamento togliattiano del “ tanto peggio per l’Italia tanto meglio per il Pci”) guidò la sinistra post comunista italiana , non a caso a braccetto della “gauche français”, ad agevolare la caduta di Gheddafi, con le decantate primavere arabe il cui risultato unico, almeno fino ad oggi, è questo: Egitto e Libia- per rimanere nel Nord dell’Africa –nelle mani del Califfato e dei “Fratelli musulmani”. Inutile sprecare risorse per far declamare l’ennesimo ”armiamoci e….partite” , una comparsata che tutt’al più consentirà qualche viaggio a N.Y. a qualche governante in crisi di visibilità , una ricompensa già sproporzionata per certi attuali personaggi politici. per i quali già presenziare nel codazzo cortigiano di Obama o di Putin è una insperabile gloria. In politica estera bisogna essere pragmatici e lungimiranti , ma per esserlo occorre una cultura politica francamente impensabile in certi ragazzotti ed in certe ragazzotte - ma anche in certi attempati “ pronipoti di” - la cui attuale carriera politica è il nono mistero di Lourdes, visto che quelli elencati dalla Madonna ai pastorelli bearnesi erano solo otto (almeno credo, non sono molto “ dentro la materia!). Moro e Berlinguer , ad esempio, che per la maggioranza degli italiani sono degli eroi ( e sappiamo la passione e l’impegno che gli italiani hanno sempre profuso nel venerare i boia e nel crocifiggere le vittime, da Marsala a Via Rasella, da Carnevale a Contrada, per dire) non esitarono nemmeno un attimo a condannare a morte tanti italiani( da Guy Tachè alle vittime della stazione di Bologna) pur di contendere ad Israele il ruolo di “proconsole nel Medio Oriente” degli Usa con l’accordo con l’Olp di Arafat che consentiva loro di assicurarsi convenienti forniture energetiche . E’ la Libia il nostro vero problema, un problema enorme che la sinistra comunista e quella francese hanno voluto scaricarci sulle spalle solo per fare un dispetto a Silvio Berlusconi, pensate voi quale lungimiranza politica in questi personaggi. La Libia è casa nostra, è piena ancora di italiani e di imprese italiane, ha gas, ha petrolio, ha risorse finanziarie, occupa una posizione strategica, con il patto di Berlusconi con Gheddafi era diventato il Paese che aveva fatto cessare l’emigrazione . LA SINISTRA E L’ALITALIA Parto dall’inizio, dal 10 ottobre 2006, quando Romano Prodi denunciò il precario stato di salute della società: occorreva far presto e trovare un partner internazionale per evitare il fallimento. Il governo di centrosinistra voleva vendere all’Air France ma dopo ben 17 mesi , a marzo del 2008, arrivò il fallimento della trattativa, che tanto piaceva ai signori “ de sinistra”, a Colaninno, ai famosi “ capitani coraggiosi” di dalemiana memoria. Quel fallimento era dovuto alla posizione assunta al riguardo dal leader del centrodestra che in campagna elettorale aveva martellato proprio sul mantenimento dell’italianità della compagnia. I vertici della Air France non vollero impegnarsi di fronte a un futuro governo "ostile". E così fu: nell’estate del 2008 alla fine Alitalia finì in mani italiane, grazie a una cordata di 21 società controllate dal salotto dell'imprenditoria italiana (tra gli altri Marcegaglia, Benetton, Caltagirone, Riva, Ligresti , Gavio e una banca come Intesa Sanpaolo allora guidata da Corrado Passera) messe insieme, proprio per evitare che Alitalia venisse comprata da Air France-KLM, dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, salito nel maggio del 2008 per la terza volta a Palazzo Chigi. Quella vendita agli italiani, scatenò la rabbia dei post comunisti , fu criticata perché valutata meno conveniente per lo Stato (e, quindi, per i contribuenti) rispetto all’accordo con Air France - KLM di pochi mesi prima: di fatto i 21 imprenditori "patrioti" sborsarono poco più di 400 milioni di euro del miliardo pagato da CAI per rilevare gli asset sani della compagnia; il vettore franco - olandese, di fronte a un sì del governo e dei sindacati, avrebbe messo sul piatto 700 milioni di euro in più. Scriveva “Repubblica” all’epoca che “ il conto per il nostro Paese è salatissimo: circa 4 miliardi di euro che comprende anche i lavoratori in cassa integrazione e messi in mobilità (circa 10.000 maestranze). Tanto gli italiani si sono visti appioppare per vedere impresso ancora il tricolore sulla compagine azionaria di un vettore aereo che forse l’Italia non era (e non è più oggi) in grado di permettersi, grazie alla stoltezza di Silvio Berlusconi”. Già. Oggi, 2015, sta fallendo Air France. A proposito, signori “ de sinistra” a chi avremmo dovuto ringraziare per questa eventuale inchiappettata che l’Italia si sarebbe beccata sul groppone se non fosse stato per quella che voi bollavate come “ sciagurata ed opaca” iniziativa del centrodestra ? Si attendono repliche “ nel merito”, possibilmente senza trivialità.