Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 11 ottobre 2015

REPLICA AL SENATORE GOTOR , ALLA SUA INTERVISTA DI IERI SU RADIO RADICALE Il Sen. Gotor, per attribuire a merito della “minoranza comunista del PD” - della quale egli dovrebbe essere magna pars - alcune asserite “ salvifiche e democratiche correzioni” strappate al Governo Renzi sul testo della riforma costituzionale, modifiche che, sostiene il Senatore, avrebbero reso condivisibile ed auspicabile quella riforma ( dunque per ammantare di una luce eroica e quel loro rituale “ obbedisco” che ogni minoranza comunista ha sempre belato prostrandosi al partito, nella sua intervista a Radio Radicale, che invito tutti ad ascoltare su Youtube e su Facebook, afferma che “basterebbe guardare la realtà dei fatti” per essere enormemente grati verso Gotor e quella sua minoranza.. E va bene, senatore, guardiamola, appunto, questa realtà dei fatti. Afferma il senatore che già nel documento del luglio di quest'anno , firmato da venticinque senatori della sinistra comunista (che si intitolava “ avanti con le riforme”) quella minoranza era perfettamente d’accordo sul progetto governativo, che il bicameralismo perfetto andasse superato, che ci fosse una sola Camera per votare la fiducia al Governo e che ci fosse una riduzione del numero dei senatori a cento. Ma nulla ha da obiettare il senatore Gotor circa lo spessore democratico e costituzionale di una simile iniziativa che modifica la costituzione “ a colpi di maggioranza risicata”. Noi dunque avremmo la” costituzione più bella del mondo” che però non è “ la più bella” perché essa prevedeva una doppia verifica della politica ( appunto Camera e Senato) che poteva (avrebbe potuto) garantire al popolo ( questo rompiscatole!) almeno la “ parvenza ” di una decisione democratica. Se poi i “regolamenti parlamentari”- non dunque la Costituzione – e le “ prassi parlamentari” hanno infettato e incancrenito quelle disposizioni democratiche, dovrebbe essere infinitamente più agevole e logico, per gli “adoratori della costituzione più bella del mondo” come lo è il PD, modificare la prassi ed i regolamenti , piuttosto che demolire la costituzione più bella del mondo, ma solo quando non fa comodo al PD ed alle sue milizie di svariato genere. Affronta poi , il Senatore, la spinosa questione della nomina degli organi di garanzia cioè dei giudici della Corte costituzionale e del Presidente della Repubblica, affermando che, esistendo una combinazione evidente fra Italicum e la riforma del Senato “ non era possibile che chi vinceva il premio di maggioranza potesse giocare ad Asso pigliatutto cioè eleggere da solo o quasi anche i giudici dalla Corte costituzionale e il Presidente La Repubblica”. “ Le cose sono cambiate oggettivamente” prosegue il Senatore , “ perché, grazie alla minoranza comunista del PD, avremo il Senato che eleggerà nella sua autonomia due giudici della Corte costituzionale “. “ E, per quanto riguarda la Presidenza della Repubblica - prosegue il Senatore - abbiamo ottenuto la riconferma del testo della Camera Un testo che impedisce che il vincitore del premio di maggioranza elegga il Presidente della Repubblica e lo impedisce perché fissa un quorum estremamente alto cioè i tre quinti che quindi costringe il vincitore a trovare come è giusto che avvenga in qualunque democrazia matura un accordo con una delle forze di opposizione” “La matematica non è un'opinione”, prosegue il Senatore Gotor, “settecento trenta sarà il Collegio formato da seicento trenta deputati e da cento senatori i tre quinti di settecento trenta è quattrocento trentotto E il premio dell'italico è di trecento quaranta seggi di conseguenza il vincitore del premio dovrebbe controllare novantotto osservatori, pressoché impossibile”. C’è molta confusione in quello che afferma il Senatore, gliene chiedo conto. In primo luogo il senatore dice cose opposte, dice ( vedere il testo sottolineato) che per quanto concerne la nomina dei cinque giudici costituzionali di iniziativa parlamentare, non saranno eletti da Senato e Camera congiunti, ma separatamente da Camera e da Senato. Dunque i suoi calcoli matematici sono sballati. Poco male , li rifaccio io. Orbene pare che mentre l’ art. 135 della Carta dispone che “ La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative”, con questa riforma, a quanto afferma il senatore Gotor, la Camera ed il Senato leggeranno in autonomia, e non più in seduta comune, tre e due giudici. Allora i tre quinti non vanno conteggiati sulla somma Camera e Senato, ma separatamente. Dunque questi 3/5 diventano per la Camera i 3/5 di 630, cioè 378 deputati e per il Senato 60 senatori. Per la Camera , con l’Italicum, il vincitore incassa 350 deputati, basta dunque che ne attragga altri ventotto e raggiunge quel quorum. Tralascio il senato, per ovvi motivi. Ora non credo sia un problema per il PD ( o per altri partiti….già…ma quali, oggi, in questo scenario politico?) trovare trenta deputati pronti a sostenerlo in Parlamento. Dunque contrariamente a quanto sostiene il senatore Gotor, la minoranza comunista del PD, che lui rappresenta, non ha fatto alcun opera meritoria o salvifica, semmai proprio il solito raggiro ai danni del popolo, illuso, dalle sue parole, di avere voce determinante in capitolo, mentre basta un accordicchio alla Ncd alla Camera per rinchiuderlo nello sgabuzzino delle scope. Passo alla questione del Presidente della Repubblica, circa la quale il Senatore afferma che, sempre grazie all’opera della sua minoranza comunista, è stato “ ottenuto la riconferma del testo della Camera, che impedisce che il vincitore del premio di maggioranza elegga il Presidente della Repubblica e lo impedisce perché fissa un quorum estremamente alto cioè i tre quinti che quindi costringe il vincitore a trovare come è giusto che avvenga in qualunque democrazia matura un accordo con una delle forze di opposizione”. Ora i 3/5 di senato + camera (100 + 630 ) significa 438. Bene : ma già 350 deputati e la “presumibile” maggioranza di senatori espressi ( poi ci arrivo) dalle Regioni ( sapete bene quante Regioni siano amministrate, dominate e controllate dalla sinistra ) , poniamo di sessanta senatori , fa 410. Quale sarebbe il problema per un partito trovare in Parlamento un accordicchio per avere il consenso di altri 28 onorevoli? Tanto più che, cosa che il senatore Gotor si guarda bene dal ricordare, dopo l’ottavo scrutinio, si deve conteggiare i 3/5 ma dei soli “ votanti”, non più dei membri. Voglio ricordare, a questo punto, “ en passant” , che il Presidente della Repubblica noma anche “ cinque “ giudici della Consulta. Fatevi due conti ! Arriva infine , il Senatore, al nodo della elettività dei Senatori affermando che “ il Senato che veniva qui in discussione era un Senato interamente di nominati, che sarebbero stati nominati all'interno dei Consigli regionali. Invece questo è cambiato e”- prosegue il senatore “- noi avremmo dei Consigli regionali che saranno vincolati obbligati a prendere atto in conformità con la volontà popolare, una volontà popolare che si esprimerà attraverso un voto”. Insomma una sorta di primarie regionali. Senatore Gotor, la prego, abbiamo già dato.