Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 30 ottobre 2015

L'Uso del contante

Non c’è nessuna correlazione – che sia stata dimostrata - tra uso del contante ed evasione fiscale. C’è invece la “ prova storica” che il contante è lo strumento dei “ pagamenti in nero”. 
Ma i pagamenti in nero sono uno dei tanti effetti delle norme fiscali, non altro.

. E’ sconsolante – a di poco – la rozzezza culturale di un dibattito che utilizza una normativa da “caserma di polizia giudiziaria”, come” il riciclaggio” ( eccolo il contante) per giudicare il “ sistema delle norme di diritto tributario”, dal quale scaturisce l’evasione. Si confonde dunque “la causa” (dell’evasione) (che si finge di non vedere) con uno dei suoi molteplici effetti, cioè l’uso del contante. Sentire parlare del limite di contante in parallelo con l’evasione fiscale mi provoca del disgusto; non dico come sentire accostare il diavolo con l’acqua santa, ma quasi come presenziare ad una delle tante chiassate da cortile, da “ vaiassa napoletana ”, dove chi strepita più forte si impone. Non per argomentazioni, ma per i decibel delle urla e delle invettive. Non solo di questo si tratta, ma anche di peggio. Non esiste al mondo un Paese dove, grande o piccola, non esista evasione fiscale . Ogni governo lo sa bene e ne è tanto consapevole che quando stabilisce le aliquote e le regolette tributarie le fissa e le impone in misura tale da compensare anche l’immancabile percentuale di fatele ed inevitabile evasione. Perché “ evasione zero” non esiste al mondo. Né è mai esistita. Perché? Semplice. Perché l’evasione esisterà fin quando essa“ paga”.
La folle burocrazia dello Stato Leviatano e delle sue pandette riduce quasi a zero il rischio, per un evasore, di essere scoperto. Chi di burocrazia ferisce, di burocrazia perisce, mio tirannico Leviatano ed accoliti picciotti. E vi dico di più: ogni sistema fiscale confiscatorio ed arbitrario ha gli evasori che si merita. Occhio per occhio.
Il limite del contante nulla influisce sull’evasione italiana. Provate ad andare, per esempio, a Via dei Condotti a Roma o a Via Monte Napoleone a Milano, provate ad acquistare un oggetto da 4.000 euro ed a tirare fuori “er malloppo de sordi”.
Certi circuiti sono infastiditi, sono scocciati dall’uso del contante non certo favoriti. Quindi il limite al contante infastidisce le organizzazioni in cui l’evasione manca ma non ha mai costituito un ostacolo per chi, anche “ per necessità” , vuole evadere .
Il limite al contante dunque non riguarda affatto “ la possibilità di fare nero” non “crea o agevola l’evasione fiscale” e dunque nulla incide sul fisco. Esso limite riguarda solo la possibilità di “spendere il nero” ma solo nei circuiti nei quali il contante è accettato. Si scende così ad un livello inaccettabile di grettezza intellettuale, altro che dibattere di sistemi fiscali, perché certamente nell'evasione per necessità, cioè in quella diretta alla sopravvivenza dell’evasore, il contante viene destinato in circuiti popolari per consumi di necessità. 

Ma di che state dibattendo?