Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 19 marzo 2020



LEGA NORD DI SALVINI, UNA BANDA DI LADRI. INSIEME AL PD


La così detta “questione meridionale”, male atavico e secolare dell’Italia, non solo non è stata mai curata, mai risolta e nemmeno rattoppata, ma ormai è diventata un tumore inguaribile, che nessuno pensa di curare, di eliminare,  del quale la stampa si guarda bene dall'informare l’opinione pubblica, ma che , oltre tutto,, dopo la legge 42 del 2009 di Calderoli ( Federalismo fiscale) , Salvini e la sua Lega al Governo del 2018, sfruttando  vergognosamente  la pochezza intellettuale e culturale dei suoi sodali  grillinI, ha posto il problema della “ autonomia differenziata” al centro del “ famigerato contratto di Governo”


Metto un poco di ordine.


Il riconoscimento di forme di «autonomia differenziata» ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione si è imposto al centro del dibattito istituzionale sul rapporto tra Stato e Regioni a seguito delle iniziative intraprese dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, che si sono registrate nella parte conclusiva della scorsa XVII legislatura. Il 28 febbraio 2018, il Governo all'epoca in carica ha sottoscritto con le regioni interessate tre distinti accordi preliminari che hanno individuato i principi generali, la metodologia e un (primo) elenco di materie in vista della definizione dell'intesa. Gli Accordi preliminari del 28 febbraio 2018 prevedono (art. 2 delle Disposizioni generali) che l'intesa abbia una durata decennale, potendo comunque essere modificata in qualunque momento di comune accordo tra lo Stato e la Regione, "qualora nel corso del decennio si verifichino situazioni di fatto o di diritto che ne giustifichino la revisione"
.
Abbiamo così assistito ad un profluvio di dichiarazioni ridicole da parte di Salvini e di Di Maio , con Salvini che dichiarava come “ con l’autonomia differenziata il Paese non perderà mai più i soldi europei che il Sud inetto ha sempre perso”  , mentre Di Maio , quando non era affacciato  a qualche balcone per annunciare di avere sconfitto la povertà, era tutto occupato, il genio assoluto, nell'ammonire che l’autonomia differenziata era uno dei punti cardini del “ contratto di Governo” sottoscritto con Salvini.

Già vi erano state delle rimostranze contro questa “autonomia differenziata” in sede politica Parlamentare, tali da far nascere una “indagine conoscitiva” in seno alla Commissione Finanze della Camera e di Maio che s’inventa? Non ci ha capito una mazza e non fa altro che avallare i ruggiti di Salvini, deve guadagnarsi la sua benevolenza per far varare il “reddito di cittadinanza”. Di Maio! Quello che aveva sconfitto la povertà! Quello che per una cadrega firma clausole vessatorie a favore di una Srl, quella di Casaleggio! Di Maio, un “clown” di quel Circo Barnum che è la “piattaforma Rousseau”. Per Di Maio la questione meridionale nemmeno esiste, la gente come questo genio assoluto e come la gente siciliana che lo ha votato nemmeno s’immagina come “questione meridionale” deve diventare la grande questione nazionale, se non si vuole cedere il futuro dell’Italia nelle mani di quella banda di disonesti ladroni leghisti del Nord Est.

Con l'inizio di questa nuova XVIII legislatura, tutte e tre le regioni con le quali sono state stipulate le c.d. pre-intese hanno manifestato al Governo l'intenzione di ampliare il novero delle materie da trasferire, mentre, altre regioni hanno espresso la volontà di intraprendere un percorso per l'ottenimento di ulteriori forme di autonomia (Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania). 

Sono in tal modo riprese le trattative tra le tre regioni e i Ministeri interessati “ratione materiae” nell'ambito dell'attività di coordinamento in capo al Ministro pro tempore per gli affari regionali.

E così, nella Nota di aggiornamento al DEF 2019 viene riferito l'impegno del Governo a portare avanti il processo di attuazione del federalismo differenziato.

Il 17 ottobre 2019 presso le Commissioni I e V della Camera, il Ministro per gli affari regionali ha evidenziato l'intenzione del Governo di ripartire dal lavoro svolto sinora.
Cambia il Governo, cambiano i partiti politici al Governo, sparisce dal Governo Salvini, ma l’agenda politica, ma il regionalismo differenziato è ancora lì.

Cacciato via Salvini dal Governo, ci pensa il PD a sostenere il provvedimento più voluto da Salvini e dalla sua Lega Nord, quell'assurdo provvedimento che mira a creare un Paese a due velocità, con Regioni che con le risorse a loro disposizione saranno capaci di garantire servizi ai loro cittadini e regioni che non saranno in grado di offrire quegli stessi servizi, costituzionalmente garantiti.

Con la legge quadro di Boccia — Ministro per gli affari regionali in quota Pd — l’unico elemento di novità rispetto al disegno leghista è la determinazione, nelle materie oggetto di attribuzione, dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) o degli obiettivi di servizio uniformi su tutto il territorio nazionale e dei fabbisogni standard.

Cosa sono i Lep?

La legge delega 42/2009 sul federalismo fiscale prevede che il finanziamento delle spese relative ai LEP sia commisurato a fabbisogni la cui quantificazione dovrebbe avvenire con riferimento ai costi standard associati alla loro erogazione in condizioni di efficienza e appropriatezza su tutto il territorio nazionale.

I LEP garantiscono i livelli minimi delle prestazioni che devono essere garantite ai cittadini.

Ciò vuol dire che in determinate regioni il massimo che lo Stato potrà offrire è il minimo di un servizio costituzionalmente garantito.

Ma i LEP sono ancora tutti da definire.

E se entro questi dodici mesi i LEP non vengono definiti?

Si procederà egualmente con l’autonomia richiesta dalla regione, ossia si perpetuerà quel furto con scasso, con il “piede di porco” della “spesa storica” con cui, dal 2009, la Lega ladrona di Salvini ruba ogni anni al Mezzogiorno 61 miliardi di Euro.

Non è ammissibile, non è accettabile!

Bisogna strillarlo forte che l’unica priorità strategica dell’Italia è creare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno, per instradarlo verso uno sviluppo, dopo che la Lega ladrona lo ha derubato da più di dieci anni, come ho dimostrato nel mio precedente articolo sul mio blog ( www.gaetanoimme.com )

Bisogna apprendere dalle elezioni in Germani dove l’ultra-destra ha sfiorato il 30% perché si è nutrita delle frustrazioni della sua popolazione del Sud tedesco, che era la Germania dell’Est, dove la gente chiede salari e pensioni eguali a quelli dei tedeschi dell’Ovest.

Se vogliamo battere in Italia questo nazional populismo di estrema destra non dobbiamo più seguitare a lisciare il pelo al Nord Est veneto ladrone, facendolo diventare sempre più ricco e prepotente con i fondi che ruba al Mezzogiorno con la destrezza di un “compare del gioco delle tre carte”, vanto una volta di Forcella, ma oggi più di casa a Treviso e a Verona.

Gaetano Immè e Tanino da Ortigia


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